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Negli ultimi 20 anni gli psicologi hanno cercato di capire perché molte persone “rinascono” dopo un periodo di grande difficoltà, intraprendendo un processo di crescita  dopo un evento doloroso.
Il termine “crescita post-traumatica” è stato coniato negli anni ’90 da Richard Tedeschi e Lawrence Calhoun, ricercatori dell’Università del North Carolina, e descrive quei casi di persone che hanno vissuto una profonda trasformazione mentre affrontavano diverse tipologie di traumi e situazioni di vita difficili.
Secondo la loro ricerca, circa il 70% dei sopravvissuti a un trauma ha riportato una crescita psicologica positiva.

   



 

 

Un trauma superato può farci crescere in tanti modi diversi.
Ad esempio, possiamo intraprendere relazioni più gratificanti, ottenere un senso di forza interiore e perfino trasformarci in persone più riconoscenti nei confronti della vita stessa (il che non è una cosa da poco considerando che l’ISTAT stima che solo 4 italiani su 10 si ritengono soddisfatti della propria vita).

Vincere una battaglia contro il cancro, ad esempio, può tradursi in una rinnovata gratitudine verso la famiglia, mentre essere sfiorati dalla morte e scamparla per un soffio può rivelarsi uno stimolo per entrare in connessione con un aspetto della vita più spirituale.

Insomma, le esperienze traumatiche non sono completamente negative (a patto che le si superi, ovviamente).
Gli psicologi hanno scoperto che chi supera un periodo di grandi avversità, infatti, manifesta in seguito maggiore empatia ed altruismo, tendendo ad agire con più frequenza nell’interesse degli altri.
Si diventa una persona nuova, praticamente

 

 

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Il trauma ci fa crescere perché distrugge la nostra visione del mondo

Com’è possibile che dopo la sofferenza possiamo non solo ritornare al nostro stato precedente, ma anche migliorare profondamente le nostre vite?
E perché alcune persone restano schiacciate da un trauma, mentre altre rifioriscono?

Secondo una teoria, le persone sviluppano delle credenze e delle supposizioni sul mondo per poi affidarsi a esse.
Per far sì che dopo un trauma ci sia una crescita, l’evento deve necessariamente sfidare tali convinzioni.

Il modo in cui esso distrugge la nostra visione del mondo, le nostre opinioni e la nostra identità, equivale ad un terremoto.
Le fondamenta dei nostri pensieri e delle nostre convinzioni vanno in mille pezzi a causa della forza dell’impatto traumatico che ci colpisce.

Più vacilliamo, più lasciamo andare le nostre precedenti identità e convinzioni e ripartiamo da zero.


 

 

La storia del Maggiore Shul: dall’accarezzare la morte al diventare un pilota formidabile.

Brian Shul era un giovane pilota dell’Air Force britannica quando il suo aereo fu colpito e abbattuto mentre sorvolava le giungle del Vietnam, vicino il confine con la Cambogia.

In un’intervista, descrive il momento in cui realizzò di star per morire in una manciata di secondi, mentre l’aereoplano precipitava.
Il bottone che serviva a espellere il pilota con un paracadute sembrava non funzionare e quindi serrò la mascella, chiuse con forza gli occhi e aspettò lo schianto contro il suolo.

A quel punto iniziò a pensare che – ma sì, chi se ne frega! – a breve avrebbe riaperto gli occhi e si sarebbe trovato in paradiso.

   

Quando aprì gli occhi, però, si trovò immerso nel fumo e circondato dalle fiamme. Pensò di essere finito dall’altra parte dell’oltretomba, cioè all’Inferno.
Svenne per lo spavento.

 

Ma contro ogni previsione, Brian fu salvato da alcuni soldati che si trovavano per caso nella giungla, i quali lo estrassero dalle lamiere infuocate e lo trasportarono fino a un punto di soccorso.
Ricoperto di ustioni gravi, al pilota inglese furono date poche speranze di sopravvivenza.

 

Dopo un anno di ricovero in un ospedale militare e dopo almeno 15 operazioni chirurgiche, Brian recuperò il suo desiderio di vivere.
Si impegnò molto per riprendersi dalle ferite di guerra e tornò a volare.
Contro il parere dei suoi superiori, Brian superò tutti i test medici e tornò in pieno servizio nell’esercito.

Non solo!
Ancor più sorprendente è il fatto che Brian fece domanda per entrare nel programma SR-71 Blackbird, un programma top secret in cui i piloti guidano dei veri e propri gioielli tecnologici per le missioni di ricognizione.
Questi aerei volano ad un’altezza di 27 Km e sfrecciano alla velocità di 3.000 Km all’ora.

 

Essere accettati in un programma del genere richiede di superare una serie di test fisici e mentali per 2 giorni consecutivi, proprio come se si volesse diventare un astronauta.
Non solo Brian era sicuro di superarli, ma riuscì anche a farlo con un punteggio alto.

 

 

Qual è stato il suo segreto?

Dopo diversi anni, l’incredibile pilota scampato alla morte divenne uno dei migliori aviatori durante le missioni della Guerra Fredda.

Insomma, qual è stato il segreto di Brian che l’ha aiutato non solo a sopravvivere alle ferite fisiche e psicologiche, ma anche a ritornare alla sua vita e raggiungere traguardi prima inimmaginabili?

 

Nel video, il pilota parla della sua fede verso l’universo e della sua determinazione nel realizzare i suoi sogni.
Era come se fosse sempre stato un uomo che guardava il mondo con gli occhi di un bambino.

Questo suo atteggiamento mentale gli ha permesso di non farsi buttare giù dai pareri negativi di tutti, amici e medici specializzati compresi. Se fosse stato per loro, egli avrebbe passato la sua vita in un centro di recupero a deprimersi di tutte le occasioni perdute.

 

Le storie come quella del Maggiore Shul ci ricordano che ci sono forze psichiche a volte più forti dei limiti del nostro corpo.
Queste forze si trovano nei nostri sogni e inspirano noi e chi ci segue, alimentando la resilienza degli umani.

 

 

Impara a riconoscere i tuoi progressi

OK, il trauma mi ha sconvolto la mia visione del mondo… e poi?

Il processo di ricostruzione che avviene subito dopo funziona in questo modo:
dopo aver superato una grande avversità (come una malattia grave o la perdita di una persona cara), le persone elaborano l’accaduto intensamente.

Pensando continuamente a quello che è successo,  generalmente hanno reazioni emotive molto forti.
La tristezza, il dolore, la rabbia e l’ansia che si generano sono reazioni normali.

 

La crescita si presenta insieme a tali emozioni contrastanti (e non al loro posto) e può essere considerata come un modo per adattarsi a circostanze particolarmente avverse e per comprendere sia il trauma che i suoi effetti psicologicamente negativi.

 

Una persona sopravvissuta ad una difficoltà inizia a riconoscere i propri progressi, si rivaluta e si adatta alla forza e alla saggezza che ha scoperto di possedere.
È una persona che può ricostruire se stessa in un modo più autentico, più fedele al suo io profondo e al suo percorso di vita unico.

 

Se anche tu hai provato questa rinascita o conosci qualcuno che sta attraversando un periodo difficile, condividi questo articolo per far sapere al mondo che non c’è niente di più umano di affrontare le proprie sfide e diventare persone migliori.

 

L’articolo finisce qui.
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Alla prossima!

 

 

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Articolo da leggere: Diventare Una Persona Migliore Dipende Soltanto Da Te
Lettura consigliata: “Resisto dunque sono. Chi sono i campioni della resistenza psicologica e come fanno a convivere felicemente con lo stress” di Pietro Trabucchi.
Puoi leggere un estratto del libro a questo indirizzo.

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