Condividi
  • 2.3K
  •  
  •  
  •  
  •  
    2.3K
    Shares

Alcune persone sono così brave a mentire che hanno costruito una carriera sulle loro bugie.
Kim B. Serota e altri psicologi dell’Università del Michigan hanno seguito 1.000 cittadini americani e hanno studiato il numero di menzogne dette in 24 ore.
Dal bizzarro studio è emerso che esiste un 1,2% (uno virgola due percento) di persone che racconta oltre 20 bugie al giorno (quando i comuni mortali ne dicono in media 2 al giorno).

   
Bugie americani

 

Non è difficile immaginare che tipo di lavoro faccia questo 1,2% di individui.

Scherzi a parte, come difendersi da questa “elite di mentitori seriali”?Fortunatamente, è possibile svelare una menzogna, anche quando è ben custodita.
Ecco come.

 

 

Smascherare le menzogne è questione di pratica

Mark Bouton ha lavorato nell’FBI per trent’anni.
Quando passi tutto questo tempo a rincorrere i peggiori criminali del globo e a interrogarli nei sotterranei governativi, a un certo punto diventa spontaneo per te smascherare le menzogne.

E di trucchi Bouton ne sa tanti.
Non a caso, nel suo libro “How to Spot Lies Like the FBI: Protect your money, heart, and sanity using proven tips” ne spiega diversi fin nei piccoli dettagli.

Sono tecniche utilizzate proprio dalla polizia federale statunitense.
In generale, si tratta di osservare i movimenti e le reazioni del viso di chi ci parla per trarre delle deduzioni.

La buona notizia è che anche tu puoi usare questa conoscenza nella vita di tutti i giorni.
Ecco quelle che ho trovato più interessanti.

 

 

LEGGI ANCHE: Come Smascherare Un Bugiardo, Secondo Un Agente Dell’FBI

 

 

1. Alternare domande importanti e inutili per vedere come reagiscono i muscoli del viso

Sarebbe figo se la vita reale fosse come la favola di Pinocchio, il quale si vedeva allungare il naso ad ogni bugia che raccontava.
In pratica potremmo scendere per strada e capire immediatamente da chi stare alla larga: basterebbe armarsi di un righello.

Questa è solo una fantasia, ma è comunque possibile dedurre qualcosa del volto di chi ci sta di fronte.
Basta concentrare la nostra attenzione non sul naso, ma sui muscoli facciali.

 

Devi sapere, infatti, che il nostro volto è un congegno complesso, il cui scopo principale è quello di comunicare le emozioni.
Ci sono ben 36 muscoli sul volto umano che possono contrarsi in numerosi modi per generare altrettante emozioni.

 

Il primo consiglio che dà Mark Bouton è quello di analizzare il comportamento del sospettato durante una conversazione cordiale.
Studia la sua mimica facciale quando è generalmente rilassata (perché non gli vengono poste domande accusatorie), in modo da capire come si muove quando il soggetto è sincero.

Poni al tuo interlocutore domande di poco conto (“Come è stato il viaggio?”) e memorizza il modo in cui si esprime.

Fatto questo, ponigli le domande che ti interessano davvero, quelle su cui vuoi capire se ti sta mentendo o meno (“E’ vero che ieri notte hai dormito a casa della tua amica?”).

Se noti una netta differenza nella mimica del viso del sospettato quando gli rivolgi delle domande più spinose, probabilmente ti sta mentendo.

 

 

 

2. La durata dello sguardo

Alcuni ritengono che le persone che non guardano dritto negli occhi l’interlocutore stiano mentendo.
Questo non è del tutto vero.

Molti bugiardi, infatti, guardano direttamente negli occhi chi li accusa, quasi come se volessero sfidarlo a credere alla loro bugia.

Cosa fare, allora?
Ciò su cui dobbiamo focalizzare la nostra attenzione non è la direzione dello sguardo di chi parla (se è rivolta verso di noi o altrove), ma la sua durata.

 

Di norma, quando una persona discute, gli occhi vanno dall’interlocutore ad altri oggetti, dall’alto e al basso.
Questi sono tutti movimenti normali!

 

Ci dobbiamo insospettire, invece, quando lo sguardo resta fisso per molto tempo.
Questo è, invece, innaturale.  Cioè si tratta sicuramente di un’azione forzata.
Perché chi hai di fronte sta facendo ciò?
Le risposte sono due: probabilmente o vuole intimidirti e dominarti, oppure ti sta mentendo.

 

 

LEGGI ANCHE: Dimmi Come Mi Stringi La Mano E Ti Dirò Chi Sei

   

 

 

3. Un battito di palpebre di troppo (e troppo intenso)

Bouton afferma che, in generale, le persone sbattono le palpebre 5-6 volte al minuto.
Tuttavia, quando sono in tensione o stanno dicendo una bugia, la frequenza aumenta.

Oltre alla frequenza, presta attenzione anche alla durata della chiusura delle palpebre.

Secondo il Database dell’Università di Harvard, un “blink” naturale (cioè una chiusura e un’apertura di una palpebra umana) dura dai 0,1 ai 0,4 secondi (cioè da 100 a 400 millisecondi).
Questo vuol dire, secondo Bouton, che quando un sospettato parla e chiude le palpebre per più di 1 secondo, sta facendo un comportamento innaturale e quindi sta potenzialmente mentendo.

Ovviamente sta all’acutezza dell’osservatore capire quando è utile questa informazione.
Il sospettato potrebbe anche avere un’irritazione momentanea all’occhio, e questo potrebbe indurci a un’interpretazione errata.

 

 

4. Il sorriso falso

Quando un sorriso è falso, la pelle intorno agli occhi resta distesa.
Come rivela lo psicologo Paul Ekman nel suo libro Giù la maschera. Come riconoscere le emozioni dall’espressione del viso, l’unico indizio che rivela un sorriso sincero è la pelle tra le sopracciglia e la palpebra superiore.
Quando si sorride, questa pelle si sposta verso il basso, creando delle piccole rughette.

Devi sapere, infatti, che quel particolare muscolo che crea quelle rughe intorno agli occhi non è direttamente controllabile dall’uomo, ma si attiva solo quando gli scappa un sorriso genuino.

 

 

Vuoi vedere la differenza tra un sorriso vero e uno falso?

Richard Wiseman, psicologo dell’University dell’Hertfordshire, suggerisce di immaginare di incontrare una persona sgradita e di abbozzare il miglior finto sorriso possibile.
Mentre fai questo, scattati una foto.

Confrontala con altre foto in cui sei stato immortalato con un sorriso genuino: secondo te qual è la differenza?
Esatto: le rughe attorno agli occhi, come dimostrano queste due foto (a sinistra un sorriso autentico, a destra un sorriso forzato).

Sorriso falso

 

 

5. I tocchi fugaci

Attenzione ai tocchi fugaci, soprattutto quando coinvolgono il viso.
I bugiardi sono soliti toccarsi il viso a causa del prurito causato da reazioni chimiche che si scatenano quando si mente.

Rossore, aumento della sudorazione e un insolito formicolio degli arti sono ulteriori segnali che qualcosa non va.

Roger Strecker, analista del comportamento umano e ex agente federale, afferma:

 

“Non tutti sanno che, quando il cervello umano è sotto stress, l’encefalo aumenta la sua temperatura e ciò colpisce il derma della fronte e di tutta quella parte del viso che si trova al di sopra del labbro superiore.
Toccarsi la faccia, perciò, è un comportamento inconsapevole che utilizziamo per ridurre lo stress che avverte il cervello, tipo quando sta costruendo una bugia.”

 

 

 

LEGGI ANCHE: Breadcrumbing: La Tecnica Preferita Dai Manipolatori

 

 

Conclusioni

La scienza che c’è dietro le menzogne è affascinante, tuttavia bisogna tener sempre presente che si parla di “probabilità” e mai di certezze assolute.

D’altronde, a differenza di quanto si possa credere, la macchina della verità non esiste.
Il cosiddetto “poligrafo” (il nome tecnico della macchina della verità usata in passato – e ora bandita – nei tribunali americani) era facilmente ingannabile.
Questo vuol dire che allo stato attuale né l’uomo, né le macchine hanno il potere di avere certezze.

Al di là di questo, è sempre utile sapere qualche trucchetto che potrebbe rivelarsi utile, tipo quando stiamo per concludere un affare con una persona che fin dall’inizio ci ha dato motivi per essere sospettosi.

 

Fammi sapere cosa ne pensi scrivendo un commento e sentiti libero di condividere questo articolo per potenziare la mente dei tuoi amici.

Da Carlo Balestriere è tutto, ci vediamo al prossimo articolo su Psicologia Applicata.

 

__
Articolo consigliato: Come Smascherare Un Bugiardo, Secondo Un Agente Dell’FBI
Lettura consigliata: “Non mi freghi” di Joe Navarro.
Puoi leggere un estratto del libro a questo indirizzo.

Non mi freghi di Joe Navarro

 

   
Fondatore di Psicologia Applicata. Mi interesso di Psicologia, persuasione, tecnologia e di cucina giapponese che ha rovinato le mie finanze. Il mio obiettivo è diffondere conoscenza, arricchire le persone ed estrarre il meglio da loro. Il mio mantra è: "La conoscenza è potere."

Condividi
  • 2.3K
  •  
  •  
  •  
  •  
    2.3K
    Shares

commenti