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Il bullismo è un comportamento aggressivo, ripetuto nel tempo, che si basa su uno squilibrio di potere (reale o anche solo percepito) tra l’aguzzino e la vittima.
L’obiettivo di chi pratica bullismo è quello di infliggere dolore fisico e psicologico ad un’altra persona.

   

Chiunque può rivelarsi un bullo: donne e uomini, ricchi e poveri, adulti e bambini.
Possono essere i genitori, l’amante, il compagno di classe, l’insegnante, il capo e il collega.

Il grande problema di avere a che fare con questa gente è che spesso ha un potere veramente enorme rispetto agli altri.
Spesso sono grossi e muscolosi oppure hanno posizioni privilegiate.

Dal momento che la loro specialità è succhiare il potere di chi li circonda, voglio condividere con te 4 consigli per bloccare questo meccanismo e addirittura invertirlo.

 

 

1. Dimostrati sicuro di te.

Amy Cooper Hakim, psicologa specializzata in lavoro e organizzazioni, ritiene che i bulli perdano il loro potere quando vedono che le loro vittime non si lasciano sopraffare.

E’ come se iniziassero a credere di non meritare il loro rispetto, quindi cominciano ad ammirare (se non temere) la loro sicurezza.

 

Consiglio numero uno: quando il bullo attacca, non rispondere con la stessa modalità (alzando le mani o la voce a tua volta) e non far vedere che le sue parole hanno in qualche modo turbato la tua psiche.
Piuttosto, dimostrati sfacciato mantenendo un contegno forte e cortese.

Mantieni un contatto visivo diretto, parla con un tono di voce calmo, mantieni una distanza appropriata e pronuncia il nome del bullo quando gli parli: lo lascerà spaesato.

 

 

2. Crea il tuo branco.

Se fossero animali, i bulli potrebbero essere considerati dei predatori molto intelligenti.
Il loro obiettivo è quello di far sentire la vittima sola e senza alcun potere.
Per fare questo, prima e durante l’attacco, si assicurano di aver fatto terra bruciata attorno al bersaglio scelto: nessuno deve intervenire o, al massimo, può solo unirsi alla tortura.

 

Consiglio numero due: mantieni il controllo sulle relazioni con i tuoi potenziali alleati e crea il tuo branco.

Se durante un attacco si crea la situazione in cui tutti i tuoi amici o colleghi si dispongono in cerchio al cui interno ci sei tu e il bullo, rompi questo schema.

A causa del fenomeno della diffusione di responsabilità, le persone tendono a non intervenire durante una situazione incerta perché pensano che lo farà qualcun altro.
Il risultato è che nessuno si muove.
Durante l’attacco, non aver timore di coinvolgere gli altri per sostenerti.

Indicali e rivolgiti direttamente a loro chiedendo di prendere le tue parti.

 

Conoscevo un ragazzo mingherlino che era un asso nell’usare questa tecnica.
A causa della sua statura minuta, era spesso un bersaglio fisso.
Il ragazzino, però, aveva dalla sua un’ottima oratoria e buone abilità sociali: conosceva il nome di quasi metà istituto (e per questo fu eletto rappresentante degli studenti).

Quando i 3-4 malintenzionati lo braccavano, si creava intorno a loro una cerchia di spettatori preoccupati.
Il ragazzo, allora, iniziava a muoversi in cerchio, come una danza, e si rivolgeva al pubblico.
Indicava uno ad uno gli spettatori, li chiamava per nome, e gli chiedeva cosa ne pensavano della situazione, invitandoli a dire la propria e a prendere posizione.

E’ veramente difficile restare in silenzio quando qualcuno ti indica e ti “passa la palla” di fronte a 10-20 persone!

Alla fine il pubblico si mobilitava, lo schema si rompeva e i bulli rinunciavano perché avevano perso il controllo della situazione.

 

 

3. Utilizza la comunicazione assertiva.

 

L’assertività è la capacità di utilizzare, in ogni situazione, una comunicazione che rende altamente probabile reazioni positive nelle persone, annullando o riducendo le reazioni negative.”
– James Libet, psicologo

 

Hai mai sentito parlare di “comunicazione assertiva“?
La comunicazione assertiva è un modo di comunicare che ha come obiettivo quello di stabilire delle buone relazioni sociali con gli altri.
Chi utilizza tecniche di comunicazione assertiva è in grado di promuovere le proprie idee senza che gli altri si sentano minacciati, finendo con il convincerli a fare ciò che si chiede.

Dale Carnegie è uno dei massimi esponenti di questa disciplina, avendo pubblicato quasi un secolo fa un best-seller intitolato “Come trattare gli altri e farseli amici“.

   

 

Consiglio numero tre: usa l’assertività contro il prepotente.
Signa Whitson, esperta di comportamenti aggressivi, consiglia di utilizzare l’assertività rispondendo ai bulli con frasi dirette e prive di emozioni.

L’assertività fa capire al prepotente che la vittima non ha intenzione di essere maltrattata, quindi manca quell’elemento di “sfida” che inebria di potere il bullo.
In mancanza di ciò, la sua attenzione si dirige verso altro.

 

Per apprendere tecniche di comunicazione assertiva, ti consiglio il libro di Carnegie, il quale è ricco di esempi (forse è composto solo da esempi) ed è scritto in un linguaggio comprensibile da chiunque.
In futuro scriverò delle guide su questo argomento, quindi non preoccuparti.

 

 

LEGGI ANCHE: Resilienza: Come Costruire Il Nostro Kit Di Sopravvivenza

 

 

4. Agisci immediatamente, senza esitazione.

Signa Whitson aggiunge un altro suggerimento per uscire dal circolo vizioso del bullismo:

 

“Più a lungo un bullo si accanisce sulla vittima, più forte diventa.
Capita spesso che il bullismo nasca da piccoli gesti fastidiosi, come dare nomignoli offensivi o deridere eccessivamente l’altro quando commette un errore.
Dopo che il bullo ha “sondato le acque” e ha capito che può spingersi più in profondità e trovare una sfida più intrigante (vedi il punto 3.), allora le aggressioni aumentano di numero e di gravità.”

 

Consiglio numero quattro: il gioco va fermato all’inizio.
Non ridacchiare quando qualcuno ti prende leggermente in giro o ti fa uno “scherzetto”.

Ingenuamente, potresti pensare che è un segno di riconoscimento, come se il burlone ti stesse facendo capire che sei un “membro del gruppo”, un amico con cui si può scherzare.
Non è così.

Ho personalmente visto situazioni partite come scherzi goliardici e finire come veri e propri assalti, con i bulli che scaricavano un intero bidone della spazzatura sulla testa del povero malcapitato, umiliandolo di fronte a centinaia di studenti.

 

 

Conclusioni.

 

Ovviamente le situazioni cambiano in base al contesto.
Ti troverai in situazioni in cui è impossibile fermare la violenza: chi hai di fronte è uno squilibrato, vuole in assoluto danneggiarti, come è il caso delle baby gang.
In questi casi non puoi fare altro che difenderti e fuggire, per evitare problemi più grandi.

In generale, però, la stragrande maggioranza del bullismo che si presenta a scuola, in famiglia e sul lavoro riguarda questi piccoli giochi di poteri.
I suggerimenti che ti ho dato dovrebbero esserti utili per spostare l’equilibrio dalla tua parte e vincere intelligentemente lo scontro, senza nemmeno farlo iniziare.

Fammi sapere nei commenti cosa ne pensi del ruolo del potere riguardo il bullismo e sentiti libero di condividere questo articolo per aiutare qualche amico.

Qui da Carlo Balestriere è tutto, ci vediamo al prossimo articolo di Psicologia Applicata.

 

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Articolo consigliato: Resilienza: Come Costruire Il Nostro Kit Di Sopravvivenza
Lettura consigliata: “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie.

Puoi leggere un estratto del libro a questo indirizzo.

Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie
   
Fondatore di Psicologia Applicata. Mi interesso di Psicologia, persuasione, tecnologia e di cucina giapponese che ha rovinato le mie finanze. Il mio obiettivo è diffondere conoscenza, arricchire le persone ed estrarre il meglio da loro. Il mio mantra è: "La conoscenza è potere."

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