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Rifletti: qual è uno dei primi contatti fisici che hai con una persona che incontri per la prima volta?
Probabilmente starai pensando alla stretta di mano.  E hai ragione.

In generale, una stretta di mano vigorosa ci fa percepire come persone estroverse, porgere la mano con il palmo rivolto verso il basso denota la volontà di sottomettere l’altro, mentre un fugace tocco di dita caratterizza una persona schiva e riservata.

   

Questi sono tutti esempi di linguaggio del corpo.  E’ possibile imparare a leggere questi segnali impliciti che ci invia la persona con cui stiamo parlando con un costante allenamento.
La stretta di mano è forse l’azione che rivela più informazioni sull’altro.
In questo articolo studieremo la sua importanza a livello chimico e come possiamo utilizzarla per trarre informazioni dall’altro.

   

 

 

LA STRETTA DI MANO SERVE A SCAMBIARE INFORMAZIONI CHIMICHE

Gün Semin e Ana Rita Farias sono due ricercatori.
Il primo lavora all’Università di Utrecht, in Olanda, mentre la seconda fa parte dell’Istituto Superiore di Psicologia Applicata di Lisbona (Portogallo).
Cosa diavolo unirà queste due persone così lontane?
Entrambi sono molto affascinati dalla Psicologia della stretta di mano, quindi hanno unito le loro menti per studiarla insieme.

Secondo questi autori, ci stringiamo le mani per uno scopo biochimico: il nostro obiettivo sarebbe quello di sentire l’odore dell’altro e, contemporaneamente, trasmettere il nostro.  Non ce ne rendiamo conto, ma è così.

Se ci pensi, non è tanto strano.  Gli animali sono soliti toccarsi a vicenda e poi annusarsi le zampe.
I due ricercatori hanno confermato questa teoria, dimostrando che, quando tocchiamo le altrui mani, scambiamo delle molecole particolari.  Queste molecole vengono chiamate “molecole di segnalazione cellulare” e servono per far dialogare due o più cellule diverse.

 

 

SI PUO’ CAPIRE LA PERSONALITA’ DI UNA PERSONA STUDIANDO LA SUA STRETTA DI MANO?

E’ diffusa la credenza che una stretta di mano riveli la personalità di un individuo.
Facciamo un salto nella storia.
Amy Vanderbilt era una sorta di guru dell’etiquette negli Stati Uniti.  Se avevi un dubbio circa come comportarti in maniera galante, lei era la tua risposta.

Nel 1957 pubblicò un libro intitolato “Amy Vanderbilt’s Complete Book of Etiquette“, che tradotto sarebbe “Il Libro Definitivo del Galateo di Amy Vanderbilt“.  Un po’ egocentrica come cosa, ma all’epoca andò forte e vendette un mucchio di copie.

In particolare, a pagina 185, la guru del bon ton dichiara:

«Una stretta di mano è parte della nostra personalità quanto il modo in cui camminiamo.  Anche se possiamo impegnarci a modificarla, essa ci rappresenterà comunque: sicuri o timidi, caldi o freddi.»

Ma sarà vera questa associazione “posso capire la tua personalità se comprendo la tua stretta di mano”?
Prima del nuovo millennio, in tutta la letteratura scientifica c’erano solo 3 studi a favore di questa teoria.  Questi studi erano stati condotti tutti dalla stessa persona, tale Jan Astrom, un ricercatore svedese della Linköping University.

   

Fortunatamente, dal Duemila in poi, l’interesse degli psicologi verso questo fenomeno si è intensificato.

 

 

LEGGI ANCHE: “Come Smascherare Un Bugiardo, Secondo Un Agente Dell’FBI

 

 

L’ESPERIMENTO DEGLI PSICOLOGI DELL’ALABAMA

Nel 1999 William Chaplin insegnava all’Università dell’Alabama e il suo obiettivo era quello di chiarire una volta e per sempre questo dubbio riguardo la stretta di mano e la personalità.
Per farlo, organizzò un ingegnoso esperimento in cui 4 suoi studenti furono addestrati per un mese nel codificare le strette di mano.
Il loro compito era quelli di valutare, dando un voto da uno a cinque, 8 caratteristiche della stretta di mano (queste caratteristiche potevano essere la forza della stretta, la temperatura percepita, la secchezza della mano, ecc.).
Fatta questa prima analisi, il secondo compito dei 4 giudici-studenti era quello di valutare la personalità di chi avevano di fronte (utilizzando il Modello OCEAN, secondo cui la personalità umana è descrivibile tramite 5 dimensioni).

L’esperimento ebbe inizio.  Davanti ai 4 giudici furono messi 112 partecipanti, pronti a scambiarsi strette di mano e (a loro insaputa) essere valutati.

Gli psicologi hanno quindi scoperto che:

 

  1.  Una stretta energica e calorosa è tipica degli individui estroversi e di chi è molto espressivo
  2. Quando a dare una stretta energetica e calorosa è una donna, con molta probabilità è caratterizzata da un’apertura mentale e curiosità per le novità.
  3. Al contrario, chi è timido o ha un temperamento ansioso, tende ad utilizzare una stretta di mano esitante, maldestra e molle.

 

Non male come informazioni.  Un po’ conferma un pensiero comune, ma è sempre interessante avere delle conferme statistiche.
Devo ricordarmi di farci caso, la prossima volta che mi presentano una nuova persona (tenendo presente che si parla sempre e solo di correlazioni probabilistiche, mai di verità assolute).

Qui da Carlo Balestriere è tutto, ci vediamo al prossimo articolo su Psicologia Applicata

 

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Articolo consigliato: “Come Smascherare Un Bugiardo, Secondo Un Agente Dell’FBI
Lettura consigliata: “Giù la maschera. Come riconoscere le emozioni dall’espressione del viso” di Paul Ekman.
Puoi leggere un estratto del libro a questo indirizzo.
Giù la maschera di Paul Ekman

Fondatore di Psicologia Applicata. Mi interesso di Psicologia, persuasione, tecnologia e di cucina giapponese che ha rovinato le mie finanze. Il mio obiettivo è diffondere conoscenza, arricchire le persone ed estrarre il meglio da loro. Il mio mantra è: "La conoscenza è potere."

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