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Quanti segreti riveliamo ad ogni post?  Quanto possono sapere di noi le persone che ci seguono su Facebook e su Twitter, i quali leggono ogni giorno i nostri pensieri?

In questo articolo scopriremo:
[1.] Come quel che postiamo su Facebook rivela chi siamo.
[2.] Come un semplice testo può farci capire se una persona vuole suicidarsi.
[3.] Come è possibile utilizzare Twitter per rendere il mondo un posto più felice.

   

 

 

1. La Psicologia dei Social Network

Un recente studio ha dimostrato che quello che postiamo su Facebook o Twitter è in grado di rivelare degli aspetti nascosti della nostra personalità.
I Social Network riuscirebbero quindi a estrapolare informazioni incredibili su di noi.
Tara Marshall, ricercatrice della Brunel University di Londra, insieme ad altre 2 colleghe ha proposto un questionario online a circa 555 utenti di Facebook, con domande che riguardavano la loro personalità.

Le risposte date alle domande del questionario rispecchiavano perfettamente ciò che gli utenti pubblicavano sui loro profili Facebook.

  • L’analisi svolta ha dimostrato, ad esempio, che gli utenti più estroversi tendono a postare foto e status sulla loro vita quotidiana, e a farlo molto di frequente.
  • Le persone con una scarsa autostima tendono, invece, a postare spesso status sul proprio partner (forse perché, come sottolinea Sandra Murray, i soggetti insicuri hanno una costante paura di perdere il proprio amante).
  • Gli individui nevrotici utilizzano Facebook solo per ricevere attenzioni dagli altri utenti, pubblicando post e sentendosi accettati solo quando questi ricevono numerosi like.
  • Infine, le persone con tendenze narcisistiche sono più inclini a pubblicare status riguardanti i successi ottenuti in una competizione o con una dieta.

 

A questi dati si aggiungono quelli di uno studio di Jesse Fox che ha invece dimostrato che coloro che pubblicano molti selfie sui social network sono in genere più narcisisti e tendenti alla psicopatia.
Sempre dallo stesso studio è emerso che coloro che apportano molte modifiche alle proprie foto (con filtri o con Photoshop) hanno generalmente una bassa autostima.

 

 

2. Chi pensa di suicidarsi lo rivela nei suoi post

Utilizzare la Psicologia nei Social Network potrebbe rivelarsi utile anche per intercettare nei post segnali che farebbero pensare a soggetti a rischio suicidio in modo da prevenirlo.

Il Black Dog Institute, un istituto di ricerca che combatte la sofferenza delle malattie mentali in Australia, ha condotto uno studio al riguardo.
I suoi ricercatori hanno creato un programma che monitorasse i post su Twitter di alcuni utenti nell’arco di due mesi.  Lo scopo del software era quello di individuare le possibili frasi che potessero far intuire un suicidio imminente.

Contemporaneamente al lavoro della macchina, anche un gruppo di psicologi si sono occupati di monitorare i tweets pericolosi.
Alla fine dello studio, i dati forniti dagli psicologi e quelli del software sono stati messi a confronto.

   

La probabilità di “indovinare” che un tweet scritto da una persona fosse un segnale di un potenziale suicidio coincidevano, quindi le interpretazioni del programma potevano ritenersi affidabili.

 

 

LEGGI ANCHE “6 Motivi Che Spingono Una Persona Al Suicidio

 

 

3. Utilizzare i Social per monitorare la felicità del mondo

Il Black Dog Institute ha in seguito deciso di pubblicare il suo software per avviare un progetto, chiamato “WeFeel”, in collaborazione con CSIRO.

Tale progetto monitora 27 milioni di tweets al giorno, ed è in grado di misurare le emozioni prevalenti tra le popolazioni di tutto il mondo, per valutarne la salute mentale.
L’obiettivo, affermano i ricercatori sul sito di WeFeel, è quello di capire quali paesi stanno sperimentando più infelicità, capire il perché ed intervenire.

Anche un altro team ha sviluppato un software simile, chiamato “Edonometro“, il quale misura la felicità media su Twitter.
L’Edonometro mostra quanto alcuni eventi influenzino la felicità degli umani, come ad esempio le elezioni presidenziasi USA (calo di felicità), il divorzio di Brad Pitt e Angelina Jolie (calo di felicità) o le nuove leggi sui matrimoni tra persone dello stesso sesso (aumento della felicità).

 

 

Conclusioni

I Social ti conoscono meglio di tua madre.  Ogni giorno letteralmente regali a diverse multinazionali tutti i tuoi dati (che vengono rivenduti a chi si occupa di pubblicità).  Quando scrivi uno status o quando posti una foto, rifletti: che immagine di te stai dando a chi ti segue?
L’utilizzo consapevole di Facebook e Twitter è ormai una priorità.  Non è un mistero che perfino i selezionatori vanno a sbirciare i profili privati dei candidati prima di esaminarli ad un colloquio.

Molti condannano il digitale dicendo che ha allontanato le persone e le ha rese più stupide.  Io non sono d’accordo.  Come per ogni strumento, è il modo con cui lo si usa a fare la differenza.
Queste ricerche ci dimostrano che abbiamo tra le mani qualcosa che potrebbe davvero rendere questo luogo un posto migliore, e magari conoscere meglio aspetti della nostra personalità.

Fonte: BBC

 

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Articolo consigliato: “10 Abitudini Che Devi Cambiare Per Essere Felice
Lettura consigliata: “La trappola della felicità. Come smettere di tormentarsi e iniziare a vivere” di Russ Harris.
Puoi leggere un estratto del libro a questo indirizzo.
La trappola della felicità

   
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