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Che cos’è l’intelligenza? C’è una definizione universale e un metodo per misurarla?
Secondo Howard Gardner, professore dell’Università di Harvard, la risposta è no.
La sua Teoria delle Intelligenze Multiple va contro il pensiero comune e dimostra, con le sue ricerche di natura neurologica, che non esiste una sola tipologia di intelligenza, ma ben 7.

 

1. La scuola non ha la minima idea di cosa sia l’intelligenza

Da sempre si tende a valutare l’intelligenza di una persona attraverso sole due abilità: le abilità linguistiche e le abilità logico-matematiche.
La società ci ha insegnato a giudicare in questo modo l’intelligenza delle persone fin da quando eravamo ai banchi scolastici.
La scuola stessa non aiuta ad abbattere questa credenza, in quanto valuta i suoi studenti sulla base di prove che valutano il sapere nozionistico.

Il sapere nozionistico è “quella conoscenza fondata su un complesso di nozioni, di mere notizie non approfondite né sinteticamente elaborate e organizzate”, ovvero informazioni che non hanno un valore pratico nella vita quotidiana.
Sapere il numero di canti che compone la Divina Commedia è un sapere nozionistico poco utile di per sé.
Sapere cosa siano i batteri come si trasformano in “superbatteri mortali” quando assumi troppi antibiotici è un sapere pratico, poiché potenzialmente ti salva la vita.

 

Ecco perché è sempre più frequente sentire persone che alla scuola classica preferiscono la cosiddetta “scuola di vita”, ovvero l’insieme di conoscenze acquisite sul campo e di immediata applicazione.
Non le biasimo, hanno buoni motivi per cui lamentarsi.

 

 

2. Chi sono i veri geni?

Più volte mi è capitato di ascoltare genitori che parlavano dei propri figli, elogiando le loro capacità nelle materie scientifiche.
Pare proprio che chi sia portato per la matematica abbia le porte del successo spalancate, ma è sbagliato credere che sia l’unico elemento da considerare.

Può una persona essere considerata geniale pur essendo scarsa nell’eseguire complicati calcoli o accurate analisi di testi letterari?
La società direbbe di no, mentre gli psicologi sono di diverso avviso.

 

 

3. Ognuno è intelligente, in base alla sua intelligenza

Gardner, al suo tempo, si oppose alla concezione classica di intelligenza.
Dal momento che queste due abilità (quella linguistica e quella logico-matematica) erano alla base dei test d’ammissione universitari e dei test intellettivi, riteneva che ogni giorno migliaia di persone venissero etichettate come “poco sveglie” ingiustamente.
Si escludeva l’esistenza di altre forme di intelligenza che caratterizzano un individuo.
Secondo i suoi studi, sarebbero addirittura 7.

 

 

4. Le 7 forme dell’intelligenza di Gardner. Qual è la tua?

  •  Intelligenza linguistica: rappresentata dalla capacità di comunicare e di spiegare attraverso il linguaggio qualsiasi cosa e il mondo circostante; propria di chi ha un’ottima padronanza della grammatica, dei giochi di parole, delle figure retoriche, delle rime ecc., tipica degli scrittori e dei poeti.
  •  Intelligenza logico-matematica: tipica di chi è capace di seguire una logica anche in ragionamenti molto lunghi, ma non è questione di memoria.
    E’ la capacità di analizzare le varie parti di un problema e riuscire a vedere il tutto nella sua intera soluzione.
    E’ ovviamente tipica dei matematici, degli scienziati e dei filosofi, che sono in grado di operare con problemi di natura soprattutto astratta, operando con i numeri.
  •  Intelligenza musicale: rende possibile agli individui di comunicare attraverso dei suoni, di elaborarli a loro piacimento e di trasmettere determinate emozioni alle altre persone.
    Tipica quindi di chiunque sia in costante contatto con la musica, che sia per lavoro o per puro piacere.
  •  Intelligenza spaziale: permette alle persone di analizzare gli spazi intorno a sé, di ricavarne delle informazioni e, quest’ultime, di utilizzarle in maniera adeguata in base alle circostanze; necessaria quindi per chi ha intenzione di intraprendere la carriera di architetto, ingegnere o scultore.
  •  Intelligenza corporeo-cenestetica: comprende la capacità di padroneggiare il proprio corpo attraverso movimenti adeguati, sincronizzati e armoniosi; caratteristica fondamentale per gli atleti.
  •  Intelligenza interpersonale: rende possibile a certe persone di comprendere in maniera abbastanza immediata quali siano le emozioni e i desideri di chi gli sta intorno, elabora tali informazioni in maniera da avere uno scambio sociale più che produttivo.
  •  Intelligenza intrapersonale: è la consapevolezza e presa coscienza delle proprie emozioni, saperle gestire con l’ambiente esterno, in maniera tale di essere in grado di prendere delle decisioni adeguate alla circostanza; inoltre permette anche di identificare l’origine di determinati stati d’umore, consentendo un’adeguata analisi di se stessi, in maniera tale di essere in grado di scorgere un’adeguata soluzione.

 

Gardner, però, non escludeva l’esistenza di altre categorie e che quindi il numero di intelligenze multiple potesse salire ancora.
Infatti, anni dopo, ne sono state aggiunte altre due, arrivando a 9.

  •  Intelligenza naturalistica: che caratterizza coloro che hanno una particolare sensibilità e predisposizione nei confronti della natura e dell’ambiente.
  •  Intelligenza esistenziale: che caratterizza coloro che sono in grado di interrogarsi riguardo i temi esistenziali della vita e degli esseri umani.

Le 9 Intelligenze Multiple

 

 

Conclusioni: intelligenti si nasce, ma soprattutto lo si diventa

Un’altra particolarità della Teoria delle Intelligenze Multiple di Gardner è quella di aver dimostrato che un qualsiasi individuo è capace di poter sviluppare qualsiasi tipo di intelligenza, a patto che sia adeguatamente stimolato sin da bambino.

Non esiste una lotteria genetica per cui alla nascita il Padre Eterno stabilisce chi  sia più o meno bravo.
Ovviamente avere una predisposizione naturale aiuta, ma quel che conta veramente è un allenamento costante.
Io potrei avere tutte le qualità per diventare il miglior violinista di questo secolo, ma se i miei genitori non mi facessero esercitare con il violino, molto probabilmente non sarei mai in grado di sviluppare al massimo la mia intelligenza musicale.

 

In conclusione, per rispondere alla domanda iniziale, perché consideriamo intelligenti le persone sbagliate?
Fino ad ora abbiamo considerato intelligenti le persone sbagliate, perché abbiamo escluso milioni di potenziali geni a causa dell’ingiusto metro di misura che avevamo scelto.
Sarebbe opportuno che la società (a partire dalla scuola) cambiasse i criteri che utilizza per classificare gli individui.

 

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Lettura consigliata: “Lavorare con Intelligenza Emotiva: come inventare un nuovo rapporto con il lavoro” di Daniel Goleman.
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