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Gli introversi tendono a non essere compresi in molte occasioni, in particolare nel mondo del lavoro a causa dell’attuale moda che propone l’estroversione come l’unica qualità apprezzabile dalla “società produttiva.”

Ed è così che gli introversi sono soliti sentirsi incompresi, emarginati e non integrati al resto del gruppo.

 

Il fatto è che, paradossalmente, gli introversi sono forse i principali contributori all’innovazione della società e dell’essere umano in generale.

 

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Chi è introverso, infatti, solitamente ha grandi capacità di problem solving e di abilità analitiche, una forte etica e una creatività così versatile che gli permette di guardare le cose da diverse prospettive.

Ecco 9 consigli per gli introversi che non riescono a emergere nella vita e nel lavoro perché si sentono apparentemente fuori posto.
Seguili e ottieni il riconoscimento che meriti.

 

 

1. Condividi la tua conoscenza.

Il primo problema con cui si scontrano gli introversi è che tendono ad apparire timidi oppure, generalmente, si pongono al di fuori della luce del palcoscenico.

Gli introversi sanno completare un lavoro in maniera eccellente grazie al grande bagaglio di conoscenza di cui dispongono, ma non sono soliti farlo sapere agli altri, sbandierando le loro competenze.

Questo fa sì che là fuori ci siano dei veri e propri fenomeni, ma introversi, che vengono esclusi dalle posizioni di prestigio in cui eccellerebbero (e aiuterebbero gli altri a eccellere) perché i colleghi non sono a conoscenza delle loro abilità.

In questo caso, gli introversi devono impegnarsi a promuoversi per far sapere alla società cosa sono realmente in grado di fare.

 

Come fare?
Il mio consiglio è quello di condividere la propria conoscenza.

Questo aiuterà il tuo duro lavoro a non passare inosservato, dal momento che aiuteresti gli altri a risolvere i loro problemi e ad arricchire loro stessi.

 

Ad esempio, quando andavo all’Università ero ancora il ragazzino del liceo che si metteva in disparte.
Non sono mai stato bravo con le parole, quindi in gruppo o tacevo oppure nessuno mi considerava quando mi azzardavo a prendere parola su un certo argomento.
Questo mi precludeva un sacco di esperienze, come fare nuove amicizie.

 

Un giorno decisi di creare un sito web su cui caricare tutti i miei appunti e riassunti e in generale le tecniche di memorizzazione che utilizzavo per superare gli esami.
In poco più di un anno, quel sito divenne in più visitato della Facoltà, dandomi un insolito riconoscimento.

 

I miei colleghi, grati per la conoscenza che avevo condiviso con loro, cambiarono completamente la considerazione che avevano di me, riconoscendomi una certa influenza e dandomi la loro fiducia quando alle elezioni accademiche mi votarono come loro rappresentante al Consiglio di Dipartimento.

Ad un tratto, molte persone ascoltavano con attenzione tutto ciò che avevo da dire… e ti assicuro che all’epoca ero comunque molto noioso, non avendo affinato le mie tecniche di comunicazione!

 

 

2. Mettiti in un ruolo di leadership.

Sebbene gli introversi abbiano una naturale tendenza ad evitare questo genere di posizioni, un’ottima strategia per migliorare se stessi è quella di mettersi forzatamente in un ruolo di leadership.

Questi ruoli aiutano gli introversi a stabilire la loro autorità senza dover utilizzare metodi solitamente preferiti dagli estroversi, come mettersi in mostra o “fare la voce grossa.”

 

In virtù della loro nuova posizione, gli altri ascolteranno l’introverso spontaneamente quando questo deciderà di parlare o suggerire una qualche azione.
Oltretutto, le persone tendono ad apprezzare i leader introversi perché si dimostrano più riflessivi e cauti, a differenza della controparte estroversa che si comporta spesso in maniera impulsiva.

 

L’esempio della mia elezione ne è un esempio.
Stanco dei disservizi della mia Università e consapevole che nessuno avrebbe fatto qualcosa per migliorare le cose, decisi di fare una cosa che se me l’avessero raccontata qualche anno fa non ci avrei mai creduto: mi candidai alle elezioni accademiche.

Il nuovo ruolo che avevo assunto mi obbligava a stare tra i miei colleghi, a prendere parola e a scontrarmi faccia a faccia contro chi aveva un’autorità superiore (es: i professori).

Il vecchio-me sarebbe fuggito al solo pensiero di fare queste cose “generalmente riservate agli estroversi.”
Fortunatamente, aveva assunto pubblicamente un ruolo e questo mi aveva costretto a evolvere la mia introversione.

 

Attenzione! Non sto dicendo che sono passato dall’introversione all’estroversione, come se volessi negare la mia indole.
Sto dicendo che è possibile restare quel che si è, ma anche diventare socialmente più produttivi ed efficaci.

 

 

3. Usa i social se hai problemi a parlare faccia a faccia.

Se l’introverso non si sente a suo agio nel comunicare con gli altri faccia a faccia, può utilizzare altri canali di comunicazione in attesa di migliorare in quella dal vivo.
Introverso ha tutto il diritto di utilizzare gli strumenti di comunicazione con cui si sente più a suo agio.

Ad esempio, molti introversi preferiscono la scrittura.
In questo caso, dovrebbero diffondere le loro idee, i loro progetti e i loro pensieri tramite blog e Social Network per far sapere agli altri qual è il loro reale valore.

 

Con il tempo e con la pratica potranno poi pensare di specializzarsi in altri canali di comunicazione.

 

 

 

4. Creati un luogo di lavoro e di studio in linea con la tua introversione.

Susan Cain, nel suo libro Quiet. Il potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare,” descrive un famoso esperimento sulla diversa sensibilità degli introversi.
In pratica, negli anni ’60 lo psicologo Hans Eysenck scoprì che se si spruzza del succo di limone sulla lingua di un introverso, egli produrrà molta più saliva rispetto a un estroverso.

Il motivo è molto semplice: gli introversi sono più sensibili agli stimoli.

A causa di questa caratteristica biologica, risulta difficile gestire troppi stimoli contemporaneamente, soprattutto se provengono dalle interazioni sociali con le altre persone.
Essere esposti a troppe informazioni può prosciugare l’energia psichica degli introversi, rendendoli improduttivi (oltre che stressati).

 

 

Per ridurre lo stress e massimizzare la loro efficacia, gli introversi dovrebbero crearsi un luogo tranquillo in cui lavorare e studiare, per poi prendersi delle pause mirate per ricaricare le loro energie mentali.

A quanto pare, questi soggetti risultano essere più produttivi ed efficienti sul lavoro quando i loro capi permettono loro di avere il controllo su questi fattori.

 

 

 

5. Preparati mentalmente in anticipo per le riunioni o i discorsi pubblici.

Non c’è niente di peggio per un introverso di una riunione o di un discorso pubblico.
Il solo pensiero di dover esporre le proprie idee o i propri progetti a una platea più o meno grande manda in crisi il sistema nervoso dell’introverso, generando reazioni ansiogene.

Il punto è che, se si vuol far carriera, è inevitabile affrontare scenari del genere, mettendo da parte i propri tratti di personalità.

 

 

Il mio consiglio è quello di prepararsi per tempo all’evento ansiogeno.

Quando manca una settimana dalla presentazione dell’incontro, dedica venti minuti al giorno per immaginarti ad occhi aperti cosa succederà in quella situazione.
Detto in altre parole, costruisci nella tua mente la scena in cui ci sei tu che provi a esporre il tuo discorso a una platea di persone.

 

Un’altra strategia è quella di scrivere una lista di argomenti generalisti o sempreverdi in cui ti senti più sicuro.

Scritta questa lista, il passo successivo sarà quello di pensare ai numerosi collegamenti che potresti fare durante la presentazione su questi argomenti.

Perché fare una cosa del genere?
Se dovessi avere, ad esempio, un vuoto di memoria durante la presentazione, potresti “tappare” quel buco saltando su quell’argomento in cui sei molto bravo senza che nessuno se ne accorga.

 

 

6. Fai il lavoro che agli altri non piace e diventa un mago in quel settore.

A volte gli introversi possono eccellere nei progetti che vengono scartati dagli estroversi, in quanto questi ultimi sono concentrati su altro oppure non sono abbastanza competenti.

Gli introversi possono risolvere il lavoro che agli altri può sembrare difficile, se non addirittura insormontabile.
Anche questa è un’ottima strategia per ottenere l’attenzione di chi ci circonda e acquisire rispetto dai colleghi.

 

Ad esempio, una ricerca condotta nel 2009 da Kyle Lutes, professore di informatica presso l’Università di Purdue, ha evidenziato che gli introversi tendevano a iscriversi con maggior frequenza (e poi a laurearsi) a corsi di informatica e di programmazione di software.
Lutes ipotizza che le loro caratteristiche innate da introversi li spingano a frequentare ed eccellere in queste discipline innovative.

 

Se pensiamo che ai giorni nostri esistono programmatori che vengono pagati quanto dei calciatori della Serie A, come sottolinea un articolo del New York Times, è facile intuire che là fuori ci sono tanti lavori in cui gli introversi possono affermarsi più degli altri.

 

 

7. Sfodera le tue abilità nel momento giusto, come una Divinità greca.

Dal momento che non parlano molto, le persone ritengono erroneamente che gli introversi abbiano una mancanza di sicurezza in se stessi.

Questa è un’interpretazione errata.

Il settimo consiglio è il seguente: dimostra agli altri che si sbagliano di grosso, sfoderando tutte le tue abilità in un momento strategico.
In questo modo gli altri saranno estremamente impressionati dalle tue abilità a loro sconosciute e capiranno che non sei il sempliciotto da sottovalutare come hanno sempre creduto.

 

Cosa vuol dire “in un momento strategico”?
Se nel tuo gruppo (di lavoro o di studio) è in atto una crisi a cui tu sai poter trovare una soluzione, il momento giusto di tirarla fuori è subito dopo che lo sconforto totale ha preso il sopravvento.
Quando senti che i tuoi colleghi e amici hanno ormai perso ogni speranza, è quello il momento di fare un passo verso la luce del palcoscenico e offrire le tue abilità.

 

Sii il Deus ex Machina della situazione.
Per chi non lo sapesse, “Deus ex Machina” è una frase latina che significa “divinità che scende in campo per dare la soluzione al problema.”

In origine, questa frase indicava un personaggio della tragedia greca che compariva sulla scena teatrale quando la trama sembrava ormai irrisolvibile.
Questo personaggio teatrale, spesso una divinità, scendeva dal cielo per offrire – quasi misericordiosamente – la soluzione del problema agli altri personaggi, ormai rassegnati.

 

 

Come ti ho detto, gli introversi tendono ad avere abilità analitiche e di pensiero laterale, il che li rende i migliori quando si tratta di trovare la soluzione a un enigma.
E’ per questo che sono apprezzati quando assumono il comando: non rincorrono rischi inutili, ma vanno dritti verso la soluzione che ha più probabilità di successo.

 

 

Conclusione.

In generale, gli introversi non dovrebbero sentirsi inferiori agli altri.

E’ vero: nella società attuale bisogna fare uno sforzo in più per adattarsi, ma ti assicuro – per esperienza personale – che un introverso può affermarsi e restare comunque fedele alla sua personalità.

Non si tratta di cambiare la propria essenza o essere compiacenti nei confronti di una cultura negativa che premia solo chi produce di più.
Si tratta di affinare le proprie abilità e spingere se stessi oltre i propri limiti.

 

 

Hai ricevuto un biglietto gratuito per il Festival della Psicologia!

L’articolo finisce qui.
Essendo arrivato fino in fondo, deduco che tu sia un appassionato di Psicologia e quindi meriti un premio!

 

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Fondatore di Psicologia Applicata. Mi interesso di Psicologia, persuasione, tecnologia e di cucina giapponese che ha rovinato le mie finanze. Il mio obiettivo è diffondere conoscenza, arricchire le persone ed estrarre il meglio da loro. Il mio mantra è: "La conoscenza è potere."

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