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Che cos’è la produttività?  Se cercassimo la risposta sul dizionario, troveremmo una definizione del tipo:

La possibilità o capacità di dare frutto, di produrre.

Prendendo alla lettera la frase, sembra facile capirne il significato.
Tutti noi abbiamo la capacità di produrre, ma ci sono persone che producono e ottengono più risultati di altre, impiegando meno risorse.
Per “risorse” si intende il tempo, le energie, il denaro, ecc

   

 

 

Quindi, quando parliamo di produttività umana, stiamo parlando di tutte quelle attività che aiutano le persone a ottenere più risultati lavorando meno e meglio.

Facciamo riferimento a tutte quelle strategie che ci permettono di organizzare efficacemente il tempo e lo spazio di qualsiasi attività (lavorare, studiare, scrivere un progetto, cucinare, andare in palestra, ecc.).

 

 

I falsi miti sulla produttività

Un po’ da Internet, un po’ dal senso comune, ci siamo fatti tutti un’idea precisa sulla produttività: cosa ci rende più produttivi, cosa meno, ecc.

Il problema è che abbiamo anche dei falsi miti.

Io stesso, ad esempio, dovevo concludere un articolo 4 ore fa, ma, a causa di pessime strategie adottate, non sono riuscito a rientrare nei tempi.
Affascinato dal fenomeno, ho deciso di mettere da parte il precedente lavoro e scriverne uno nuovo (che è quello che ora stai leggendo).

Magari questa mia scelta di procrastinare l’articolo precedente potrebbe essere una buona strategia.  Magari potrebbe consentirmi di trovare nuove ispirazioni per il vecchio articolo inconcluso: sarebbe un modo bizzarro di sfruttare la procrastinazione (che solitamente viene bandita per essere efficienti).
Come scoprirai leggendo il punto 6., è veramente così.

Ma ritorniamo all’argomento principale dell’articolo!
Dicevo, incuriosito dalla produttività, ho fatto un paio di ricerche e sono riuscito a individuare almeno 8 falsi miti che influenzano il nostro modo di lavorare.

Falsi miti (e quindi strategie da non adottare) che puoi immediatamente smettere di seguire e ottenere vantaggi immediati.
Si trattano di credenze erronee che ci ostacolano nella vita, nello studio, nel lavoro, e che, in pratica, non fanno altro che danneggiarci: ci sabotiamo da soli.

Ecco 8 falsi miti da eliminare completamente dalla tua testa.

 

 

1. Sotto pressione si lavora meglio

Falso.

La stragrande maggioranza delle persone crede di lavorare meglio quando si ritrova a dover svolgere tutto il lavoro in prossimità delle scadenze.  Queste persone ritengono che la pressione e l’ansia diano una spinta in più.

Beh, non è così.  Nel 90% dei casi si rivela una strategia fallimentare.
Ficcarsi in una situazione disperata che ti costringe a essere sempre all’erta, sempre in un continuo stato di urgenza, danneggia la tua salute e prosciuga la tua riserva di energia.
Tutto questo si traduce in un calo della produttività.

 

 

2. Devi svegliarti all’alba per essere produttivo

Dipende.

E’ un’altra falsa credenza.  Non è vero che per essere produttivi bisogna mettere la sveglia alle 6 del mattino.  Tutto dipende dal proprio cronotipo.
Il cronotipo è una caratteristica degli esseri umani che indica la loro propensione a essere maggiormente attivi in un particolare periodo della giornata.

Le persone, generalmente, si dividono in due categorie cronotipiche:

  • Persone “allodole”: Sono quelle che si alzano all’alba e hanno una migliore prestazione nella prima parte della giornata.
  • Persone “gufo”: Sono quelle più attive durante la sera e preferiscono svolgere tutte le loro attività fino a notte fonda.

Tutto si basa sul “ritmo biologico”.  E’ come se avessimo nel nostro cervello un orologio.  Questo “orologio” si troverebbe in un gruppo di nervi dell’ipotalamo, precisamente in una struttura chiamata nucleo soprachiasmatico che, a partire dai tre mesi di vita, scandisce il nostro tempo con incredibile precisione.

E’ per questo che alcune persone sono più produttive al mattino, mentre altre danno il meglio di sè a notte fonda.  C’è chi si sveglia all’alba per andare in palestra, così come c’è chi preferisce andarci la sera.  C’è chi inizia la giornata lavorativa di mattina pieno di carica e c’è chi si sentirebbe stanchissimo alla sola idea.

Quindi non è vero che per essere produttivi bisogna alzarsi la mattina, in quanto ognuno ha il suo orario.

“È un processo guidato biologicamente.  È basato sui tuoi geni.  Individuare il tuo cronotipo può aiutarti a individuare il momento giusto per fare qualsiasi cosa e quindi avere una vita più produttiva e salutare”, spiega lo psicologo Michael Breus al programma della rete americana CBS This Morning.

 

 

3. Devi lavorare più che puoi

Falso.

E’ ovvio che per fare qualcosa di eccellente bisogna impegnarsi duramente.  Solitamente, questo concetto lo do per scontato con chi lavora con me.  L’eccellenza deve essere il focus principale, ma se non si centra completamente l’obiettivo non è un dramma.  Ciò che voglio vedere da chi lavora con me è l’impegno, la dimostrazione che ci ha provato con tutto il suo corpo e la sua mente.

Se, però, obbligassi un mio dipendente a “buttare l’anima” sul suo lavoro. fino a quando non otterrei il risultato desiderato, lo distruggerei.
Questo sarebbe un danno per lui, ma anche per me.

Lavorare così tanto fino a non aver tempo da dedicare a se stessi è deletario.
Chi non si riposa e si ricarica, prendendo regolari pause, diventa meno produttivo.

Una ricerca di Harvard suggerisce che, in realtà, la maggior parte del tempo che le persone dedicano al proprio lavoro non è necessariamente produttivo.
In teoria, potremmo anche finire tutto il nostro lavoro quotidiano in 4 ore, ma a causa di fenomeni psicologici saremo tentati a “uniformarci” agli altri meno produttivi di noi.

Ad esempio, dal momento che desideriamo promuovere la nostra immagine di lavoratori professionali e seri, tendiamo a seguire degli schemi comportamentali apparentemente inutili.  Usciamo per ultimi dall’ufficio per non “valere” meno dei colleghi, per non sentirci in colpa.
Ma questo non ha senso se il nostro compito è stato portato a termine!
Perché attardarsi (o peggio, perdere tempo per riempire il vuoto)?

E’ stato dimostrato che dedicare meno ore al lavoro (ma anche solo quelle prestabilite da contratto) ci permetterebbe di dedicare più tempo a noi stessi, e questo si traduce in maggior produttività per il giorno successivo.

Presta attenzione alle tue pause e alla qualità della tua vita.  Sono gli elementi che incidono di più sulla tua produttività.  Altro che sbattere la testa sul PC oltre l’orario di chiusura!

 

 

LEGGI ANCHE: “10 Abitudini Che Devi Cambiare Per Essere Felice

 

 

4. Esiste un solo concetto di ordine, e tu devi seguirlo

Falso.

Su Facebook gira un aforisma che recita:
«Una scrivania ordinata è sintomo di una mente malata», attribuita ad Albert Einstein o a Oscar Wilde.
Probabilmente sarà una di quelle frasi scritte da qualcuno su Tumblr e messe in bocca a celebri autori per aumentare le condivisioni.  Stendiamo un velo pietoso su questo fenomeno.
Quello che devi sapere è che questa frase è falsa.

Troppe persone associano l’ordine e l’organizzazione a librerie con spazi vuoti, uffici sterili, scrivanie asettiche.  Beh, questa non è organizzazione!
Uno spazio ordinato e organizzato è semplicemente un luogo in cui le cose che ti servono sono a portata di mano, facili da trovare.

   

Sulla mia “disordinata scrivania” ci sono due pile di documenti che non sposto mai.  Chiunque entri sarebbe tentato di metterle altrove, per “fare ordine”.
Beh, così facendo mi farebbe un bel danno.  Quelle due pile di carta sono quelle di cui ho bisogno quotidianamente.  Metterle altrove mi farebbe solo perdere tempo.  Certo, la soluzione ideale sarebbe quella di comprare un cassetto per la carta e metterlo sotto la mia scrivania, ma, in assenza di questo, il mio ordine è costituito dalle due colonnine di documenti.  Per il resto, la mia scrivania resta pulita.

Non devi farti influenzare da uno stereotipo di ordine.  L’ordine è personale e funzionale al lavoro che si fa.
Come capire se il tuo luogo di lavoro è ordinato? Se non impieghi più di un minuto per trovare quello che ti serve hai superato il test.  In caso contrario, prova a riorganizzare il tuo spazio di lavoro in base ai tuoi spostamenti.  L’esempio del cassetto per la carta è perfetto per capire il concetto.

 

 

5. Usa gli elenchi delle cose-da-fare per raggiungere qualsiasi obiettivo

Dipende.

E’ vero: il miglior modo per non lasciare il lavoro in sospeso è quello di utilizzare degli elenchi delle “cose-da-fare”.
Ci sono tre grandi problemi, però, con questi elenchi.

In primo luogo, un elenco di “cose-da-fare” non tiene conto del tempo.
Quando abbiamo un lungo elenco di attività, tendiamo a realizzare quegli obiettivi che possono essere completati rapidamente in pochi minuti, lasciando gli obiettivi più lunghi verso la fine, e spesso non riusciamo a completarli.  Questo è un bel problema, perché, secondo una ricerca realizzata dell’azienda iDoneThis, emerge che il 41% di tutte le “cose-da-fare” che ci appuntiamo non viene completato.

In secondo luogo, un semplice elenco di cose da fare non distingue tra cose urgenti ma stupide e cose poco urgenti ma importanti.  Anche in questo caso, a causa della naturale tendenza dell’uomo di rincorrere le cose urgenti a danno di quelle importanti ma poco urgenti, c’è il rischio di commettere errori.
Un esempio? Quando ha intenzione di fare la prossima colonscopia o mammografia?  Sono cose importantissime che potrebbero salvarti la vita, eppure non hanno tutta questa urgenza, quindi le trascuri continuamente.

In terzo luogo, gli elenchi delle cose da fare contribuiscono allo stress.  In psicologia esiste un fenomeno, chiamato effetto Zeigarnik, secondo cui i compiti incompiuti contribuiscono a pensieri intrusivi e incontrollati che generano disagio.

Una prospettiva differente ce la offre lo psicologo Art Markman, secondo cui le liste delle cose da fare sono utili anche se non completiamo ogni singolo punto.
Quello che è veramente importante, dice Markman, è che gli obiettivi che inseriamo siano oggettivamente realizzabili.  Questo perché anche solo scrivere ciò che dobbiamo fare ci permette di riflettere su come iniziare a muoverci.

In conclusione:  Non ossessionarti da ciò che non riesci a portare a termine.  Se proprio vuoi utilizzare la tecnica degli elenchi delle “cose-da-fare”, assicurati di inserirci obiettivi realisticamente raggiungibili, oppure ti danneggerai da solo.

 

 

6. La procrastinazione ti rende improduttivo

Procrastinazione Miti Sulla Produttività

 

Dipende.

E’ vero, procrastinare non è utile alla tua produttività, ma è anche vero che in alcune occasioni è proprio ciò di cui potresti aver bisogno per schiarirti le idee.

Adam Grant, professore all’Università di Wharton, ha recentemente spiegato nel suo libro “Originals” come la procrastinazione è stata un potentissimo strumento usato dalle menti più geniali del nostro secolo.

Steve Jobs era un grande procrastinatore, oltre che un uomo di grande successo. Procrastinare gli permetteva di far sorgere nuove idee.

Secondo Grant e i suoi studi, la procrastinazione è un vizio quando si tratta di produttività, ma è in realtà una virtù per la creatività.

E’ chiaro: se il tuo lavoro consiste nell’immaginare e progettare qualcosa (come fa un inventore o uno scrittore), questa naturale tendenza a rimandare l’esecuzione può darti nuovi stimoli che potrebbero ispirarti.  Il discorso cambia quando il tuo lavoro consiste nella produzione meccanica di qualcosa (come ad esempio un impiegato).

 

 

7. Bisogna eliminare gli sprechi di tempo: niente pause!

Falso.

Cosa significa “perdere tempo”?  Per come è strutturata la nostra civiltà sembra quasi un peccato capitale perdere tempo.  Bisogna muoversi, bisogna creare, inventare, produrre.

Quello che nessuno capisce è che, quando ci lasciamo cadere sul divano con tutto il peso del nostro corpo, quando ci riposiamo e non facciamo nulla, il cervello non va in pausa.
La mente sfrutta questo break per integrare e processare tutte le informazioni che hai precedentemente acquisito.  Le elabora, le raffina e ti permette di acquisire al meglio l’esperienza.

In conclusione, anche concederti delle meritate pause aiuta rinforza i ricordi, a modulare l’attenzione e le emozioni, ad acquisire ciò che hai imparato di nuovo, permettendti di essere più produttivo appena ti alzerai dal divano.

 

 

LEGGI ANCHE: “Resilienza: Come Costruire Il Nostro Kit Di Sopravvivenza

 

 

8. Puoi fare più cose contemporaneamente ugualmente bene

Falso.

La stragrande maggioranza delle persone crede di poter svolgere più cose contemporaneamente, e farle anche bene.  Credono, così, di essere più produttivi.
In realtà accade l’effetto opposto.

Il National Institute for Occupational Safety and Health americano ha sottolineato come essere costantemente occupati su più fronti abbia risvolti negativi sulla salute come mal di testa, disturbi gastrici e del sonno, ma predisponga anche ad un maggior rischio di malattie cardiache e depressione.

L’azienda di consulenza Basex si è perfino divertita a calcolare quando “costa” in termini di improduttività, fare più cose contemporaneamente.
I suoi ricercatori hanno calcolato che alternarsi tra un compito e un altro causa una perdita complessiva di 650 miliardi di dollari alle aziende americane.  Una cifra gigantesca che dovrebbe farti capire che quello del multitasking è solo un falso mito.

Ricorda: Fare meno e una cosa per volta può renderti più produttivo.

 

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Articolo consigliato: “Ecco Perché Superare Un Trauma Ti Rende Migliore
Lettura consigliata: “Il principio 80/20. Il segreto per ottenere di più con meno” di Richard Koch.
Puoi leggere un estratto del libro a questo indirizzo.

Il principio 80-20 Il segreto per ottenere di più con meno

 

   
Fondatore di Psicologia Applicata. Mi interesso di Psicologia, persuasione, tecnologia e di cucina giapponese che ha rovinato le mie finanze. Il mio obiettivo è diffondere conoscenza, arricchire le persone ed estrarre il meglio da loro. Il mio mantra è: "La conoscenza è potere."

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