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Il Nuovo Anno sarà sicuramente l’anno di chi punta tutto (o quasi) il sex appeal sull’intelligenza: il sapiosessuale.

 

La nascita e la diffusione di questo nuovo orientamento sessuale si deve, come qualsiasi cosa ormai, ai social network, ma anche ai siti d’incontri.
Ma cosa significa di preciso?
In poche parole, il sapiosessuale è quella persona che è attratta solo da chi manifesta un certo livello intellettuale.
Il resto non gli interessa.

Facciamo un salto indietro di tre anni per capire come è nata questa storia.

 

 

1. Come nasce il termine “sapiosessuale”

Nel 2014 un famoso sito d’incontri, OkCupid, ebbe la geniale idea di aggiungere alla sua lista di orientamenti sessuali l’opzione “sapiosessuale”.
Tale scelta ottenne un’enorme approvazione dagli utenti del sito, tanto che ormai sono 9.000 i loro iscritti che si dichiarano sapiosessuali.

 

 

2. Esiste davvero questo orientamento sessuale?

Analizzando la questione con più attenzione, appare evidente che non è possibile definire il significato di sapiosessuale in maniera universale.

Il problema sta a monte: che cos’è l’intelligenza?
Questo è un argomento su cui gli psicologi tutt’ora discutono animatamente.
Nel corso della storia si sono susseguite diverse teorie, tra cui la più innovativa è quella di Howard Gardner che prende il nome di teoria delle intelligenze multiple.
Secondo Gardner, non esisterebbe un’unica forma generale di intelligenza, ma almeno 8 forme (intelligenza linguistica, musicale, spaziale, logico-matematica ecc.), ciascuna utile in determinati contesti.
Altri psicologi, ancora, definiscono l’intelligenza come la capacità che un individuo ha di adattarsi a un nuovo ambiente.

Per qualcuno una persona intelligente potrebbe essere chi sa suonare e giocare a scacchi, per qualcun altro potrebbe essere chi sa programmare un computer.
In ogni caso, l’intelligenza si misura con il Quoziente Intellettivo (QI), un valore che va da 0 a 200, dove 100 è il QI “medio”, attorno al quale si raggruppa la maggioranza delle persone (italiani inclusi).
Chi ha un valore superiore a 100, quindi, ha un’intelligenza sopra la media.

 

 

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3. Qual è il Quoziente Intellettivo più attraente (spoiler: non è quello di Einstein)

In una ricerca di Gilles E Gignac, psicometrista dell’Università dell’Australia Occidentale, emerge che un alto QI potrebbe essere davvero un tratto sessualmente attraente, almeno per alcune persone.
Il ricercatore ha analizzato le proprietà psicometriche di 383 persone, chiedendo loro di compilare un questionario sulla sapiosessualità (chiamato SapioQ).
Fatto questo, Gignac ha stimato la correlazione tra intelligenza oggettiva e sapiosessualità.

Qual è il QI che attrae di più?
Secondo i dati, il Quoziente Intellettivo di 120 punti è stato valutato come il più attraente dal punto di vista sessuale e il più desiderabile in un partner a lungo termine.  Si tratta di un valore molto alto, ma non straordinario.

Al contrario, questo fenomeno cambia tendenza se consideriamo i veri geni con QI superiore a 135, i quali smettono di essere percepiti così attraenti.

Non si conosce ancora il motivo, poiché entrano in gioco numerosi fattori sociali.
Potrebbe essere così perché la maggior parte delle persone è intimorita da personalità così straordinarie, poiché farebbero spiccare le loro mancanze intellettive e calare a picco la loro autostima.
Non proprio il partner che vorresti avere sempre al tuo fianco, se non sei in grado di tenergli testa.

Per dare un’idea di cosa stiamo parlando, le persone con QI superiore a 135 sono individui come Albert Einstein e Bill Gates (160), Sigmund Freud (156), Napoleone (145), Madonna e Hillary Clinton (140).

 

 

4. La verità è che non ci piacciono gli intelligenti. Ci piace solo evitare gli stupidi

sapiosessuale

In effetti, dire di essere attratti da una persona intelligente non sembrerebbe la scoperta del secolo.
Molti che si identificano come sapiosessuali ritengono che esso sia simbolo di distinzione e separazione dalla massa.

Possiamo dire che tutto ciò riguarda solo una questione di gusti personali.
Lora Adair, professoressa di psicologia evolutiva dell’Università di Lione, afferma che è normale ricercare un partner con particolari doti intellettuali.
Anzi, è una pratica che dura da milioni di anni.
Tra l’altro, la ricerca di un compagno intelligente non avviene solo tra gli esseri umani, ma anche tra gli altri animali.
Ovviamente un animale non giudicherà intelligente un suo simile per la sua capacità di eseguire calcoli, ma per le sue qualità morfologiche che lo rendono abile nel trovare cibo, riparo, riprodursi e quindi sopravvivere.

In conclusione, diciamo chiaramente come stanno le cose.
Non siamo esclusivamente attratti dalle persone intelligenti,
cerchiamo solo di evitare come la peste quelle stupide, come ci suggerirebbe l’evoluzione darwiniana.

 

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Lettura consigliata: “Intelligenza emotiva per la coppia” di John Gottman.
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