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Al secondo posto delle frasi più odiate dopo il “Cosa fai a Capodanno?” ci deve essere sicuramente il “Cosa fai a Ferragosto?“.
“Non lo so cosa faccio a Ferragosto, non so nemmeno se trovo un materassino libero!”.

Personalmente sono sempre stato quel tipo di persona che si organizza verso la fine.

Questo è un problema quando lo fai in determinati giorni dell’anno, perché rischi di restare appeso.
Appeso, senza nemmeno un fazzoletto di sabbia su cui rilassarti.
Ma perché il Ferragosto deve essere così stressante?

   

In questo articolo scopriremo quali sono le origini di Ferroagosto, perché è usanza passarlo al mare e 4 consigli utili per viverlo senza stress.

 




 

 

Che cos’è Ferragosto e perché lo festeggiamo.

Ferragosto deriva dalla frase latina feriae Augusti (“riposo di Augusto”).
“Augusto” sta per Ottaviano Augusto, il primo imperatore romano, e questo giorno era in suo onore (ad essere precisi l’intero mese di Agosto era a lui dedicato).

Una mattina del 18 a.C. Ottaviano Augusto si svegliò e decise di trasformare questa giornata in un periodo di riposo.  La gente doveva fare una sola cosa: festeggiare il loro amato sovrano.
Da tutto l’Impero si organizzavano feste e corse di cavalli.  Gli animali da traino, come gli asini, venivano addobbati con fiori e nastri.
Inoltre, era usanza che in questi giorni i contadini andassero dai proprietari delle loro terre per omaggiarli, ricevendo in cambio del denaro.

Anticamente la festa era celebrata il 1 agosto, ma durava anche per un mese intero.
Nel 600 d.C., quando la Chiesa cattolica si era ormai radicata nel territorio imperiale, si stabilì che il giorno 15 del mese di Agosto fosse celebrata l’Assunzione di Maria, e le feste furono fatte coincidere (ovviamente gli omaggi non furono più per il sovrano ma per la Vergine).

 




 

 

Perché a Ferragosto si va al mare.

L’idea di andare al mare per riposarsi deriva da una tradizione popolare nata durante il Ventennio fascista.  A partire dal 1925, infatti, il regime organizzava delle gite popolari tramite la sua associazione OND, spostando in massa i viaggiatori con l’ausilio di “Treni popolari di Ferragosto”.

Il biglietto del treno aveva un basso costo, un prezzo popolare, perché – secondo quanto dichiarato dal regime – l’intento era quello di offrire alle classi meno abbienti la possibilità di visitare città italiane o raggiungere le località balneari.
Effettivamente, questo permise a molti italiani dell’entroterra di vedere il mare per la prima volta nella loro vita.
Le date in cui era valido questo biglietto speciale?  Il 14 e il 15 Agosto.

L’usanza è rimasta, e molti italiani sfruttano questi giorni per andare al mare (o in qualsiasi altra località in cui rilassarsi).

 

 

I consigli per rilassarsi a Ferragosto.

Cosa fare a Ferragosto

Durante i mesi estivi nei pronto soccorsi italiani si registra un boom di ricoveri per attacchi di panico e sintomi depressivi.
Gli elementi che fanno scatenare questi fenomeni sono l’ansia, la solitudine, il senso d’impotenza e il caldo che porta tutto all’estremo.
In letteratura è abbastanza noto il fenomeno della depressione che si manifesta in estate, tanto è vero che viene chiamato Disordine Affettivo Stagionale estivo.
Le principali vittime sono quelli che sono costretti a trascorrere questi mesi in città (per lavoro o per altre ragioni).

Ecco i consigli per vivere al meglio la giornata di Ferragosto.

 

 

 

#1. Sfrutta i benefici della natura.

Sfruttare l’estate per ritrovare il contatto perso con la natura è la miglior idea che si possa avere.
Guardare l’alba o il tramonto, aspettare che cali la notte sulla spiaggia o semplicemente passeggiare nella foresta non sono solo cose da hippie, ma hanno un reale beneficio per la tua salute.

I giapponesi lo sanno bene, e infatti sono dei veri e propri amanti delle passeggiate nella natura (forse è per questo che molti di loro arrivano a vivere oltre i 90 anni).
Loro chiamano questa pratica “Shinrin-yoku“, che significa “trarre giovamento dell’atmosfera della foresta”.

Anche la scienza conferma l’utilità delle passeggiate nella natura.
Nel 2006 un ricercatore giapponese ha condotto una ricerca su 498 persone che praticavano la famosa camminata nella natura.
Lo studio ha dimostrato che le persone che adottano questa pratica sperimentano una riduzione dei loro livelli di ansia e depressione.

Il primo consiglio è quello di concentrarsi sulla natura.  Immergiti in essa, che tu sia sull’erba o su degli scogli marini.  Quali sono le sensazioni più intense che percepisci?  Chiudi gli occhi e focalizzati sull’esperienza che stai vivendo.
Libera la mente da ogni pensiero intrusivo e accogli solo le sensazioni positive che stai provando.

   

 




 

 

#2. Non “staccare” o “riattaccare” troppo rapidamente.

 

Per come si sta mettendo il lavoro nel nostro Paese, sembra ormai una fortuna potersi permettere di partire per qualche giorno.
Chi decide di lasciare la città può sperimentare diversi disagi, frequentemente sottovalutati.
Abbandonare drasticamente la propria routine per rifugiarsi in una meta esotica ad esempio, può avere una serie di conseguenze indesiderate.

Questi cambiamenti bruschi portano, infatti, un senso di smarrimento e di alienazione nella persona, la quale può trovarsi nella paradossale condizione di “non riuscire a rilassarsi”.
Poi c’è il caso di quelli che ci riescono… anche fin troppo.  Quando queste persone devono ritornare alla routine quotidiana e sostenere i soliti ritmi lavorativi, possono sperimentare di nuovo il senso di smarrimento accompagnato da un forte disagio.
Il risultato?  Si perde completamente l’effetto rilassante che aveva avuto la vacanza.

 

Il secondo consiglio è quello di passare dalla vita quotidiana alla vacanza (e dalla vacanza al ritorno a casa) in maniera graduale.
Ad esempio, se devi partire per un bel viaggio alle Hawaii, abituati all’idea passando la settimana precedente a informarti sul paese, guardare video del paradiso in cui sarai a breve, leggere qualche articolo sulla cultura locale.
L’obiettivo è quello di anticipare il cambio di vita e renderlo meno brusco possibile.

 

 

LEGGI ANCHE: Perché Alcune Persone Non Sopportano L’Estate, Secondo La Scienza

 

 

#3. Prenditi una pausa o danneggerai il tuo cervello.

Il lobo frontale è quella parte del cervello che si attiva durante i processi di ragionamento, quando bisogna prendere delle decisioni e risolvere dei problemi.
Così come suggerisce il nome, si trova dietro la tua fronte.
Inutile dirlo, lavora meglio quando non è continuamente sollecitato dai pensieri asfissianti che i problemi della vita quotidiana ci generano.

Quando la mente è più rilassata, le connessioni tra le idee si intensificano e l’esperienza si sedimenta, come se salvassi su un hardisk tutto quello che hai imparato durante la giornata, evitando che vada perduto.

Il tuo cervello e il tuo corpo non sono fatti per sopportare uno stress continuo, hanno bisogno di pause per ricaricarsi.
Quando si è sotto stress cronico, l’organismo rilascia il cortisolo, detto anche l’ormone dello stress, che a livelli elevati può danneggiare l’ippocampo, l’area del cervello che ti permette di memorizzare e apprendere.

Il terzo consiglio è quello di importi (sì, importi) delle pause e rilassarti.  Questo non vale solo per l’estate, ma in generale.
Non seguire questo consiglio causa solo un danno, a lungo andare.

 

 

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#4. Non prendere le vacanze come un lavoro.

L’ultimo suggerimento lo do a tutti quelli che vanno in vacanza ma, di fatto, la vivono come se fosse il proprio lavoro in un ambiente più esotico.  Telefonini sempre accesi, chiamate continue dall’ufficio, ordini e richieste mentre si è in ferie…
Non funziona così.

Comportandosi in questo modo, queste persone non beneficiano dei magici effetti delle vacanze.

In pratica stanno buttando soldi investiti nel viaggio senza che nulla gli rientri in tasca.  A chi piace buttare soldi?  A nessuno.

 

Se rientri in questa categoria, il consiglio è quello di lasciarti andare.
Mettiti offline quando sei al mare, renditi inrintracciabile se non nelle ore da te stabilite e non controllare ossessivamente le mail.
Ricorda che Il diritto alle ferie è sancito con l’articolo 36 della Costituzione italiana.

In particolare, nel terzo comma c’è scritto:
«Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi

Le ferie (e le vacanze) non servono solo a te per divertirti, ma per riprenderti dallo stress ed evitare che tu collassi, il che sarebbe un problema di tutta la società che dovrebbe farsene carico.

Quindi goditi questo Ferragosto con l’idea che stai rispondendo a un tuo dovere: il dovere di prenderti cura di te.

 




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Articolo consigliato: 7 Modi Con Cui Il Caldo Ci Rende Più Stupidi
Lettura consigliata: “Lavorare con intelligenza emotiva” di Daniel Goleman.
Puoi leggere un estratto del libro a questo indirizzo.

Lavorare con Intelligenza Emotiva

 

   
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