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Quando andavo all’Università feci amicizia con questo ragazzo di nome Luca, il quale aveva 4 anni più di me.
Luca si era iscritto a Psicologia con il sottoscritto, ma prima di ciò aveva provato un anno a Giurisprudenza su ordine del padre, che voleva il figlio avvocato.

A lui non piaceva il Diritto, ma alla fine si fece persuadere da chi gli avrebbe pagato la retta annuale.

L’esperimento andò male.
Dopo un primo anno in cui non diede nemmeno un esame e un secondo anno passato a frequentare le lezioni di quello precedente, Luca abbandonò l’Università.

Ovviamente ci furono discussioni a casa, parole grosse e porte sbattute.
Per l’anno successivo, Luca fece vari lavori saltuari: barista, porta pizze, call center.

Era la vita che voleva?  Certo che no.
Ogni giorno si alzava e si diceva:

   

 

 

«Un giorno le cose cambieranno e sarò una persona di successo.»

 

 

Un anno dopo anche i suoi genitori si resero conto che non avrebbe fatto grandi cose passando da un lavoretto all’altro.
Il padre si arrese e permise al figlio di iscriversi al Corso di Laurea che preferiva.
Lui avrebbe avuto il figlio dottore e Luca avrebbe studiato ciò per cui era portato.
Potremmo chiamarla una mossa win-win, cioè quando entrambe le parti vincono.

 

 

Le parole che usiamo riflettono la nostra autostima

Qualche mese più tardi, Luca è seduto sui gradoni di marmo dell’Università di Napoli.
Sta consumando il suo pranzo avvolto nella carta argentata, in attesa che ricomincino le lezioni di Psicologia.
Seduto al suo fianco ci sono io, che ascolto attentamente questa storia.

 

Cattura la mia attenzione la frase che lui ripeteva quando le cose andavano male:

 

 

«Un giorno le cose cambieranno e sarò una persona di successo.»

 

 

Gli faccio notare che quella frase è sbagliata da tutti i punti di vista
Questo futuro indefinito fa intendere che lui continuerà a fare cose che non gli piacciono e che un giorno – chissà grazie a chi o cosa – le cose cambieranno magicamente.
Il soggetto della frase, quindi, non ha nessun potere sugli eventi futuri, ma si limita a fare cose che lo avviliscono in attesa di un futuro remoto.

 

Una frase del genere implica che la sua autostima prenderà ancora tanti colpi, prima che accada qualcosa.
Al contrario, tutti noi dovremmo sforzarci di rinforzare la nostra autostima a partire da ora.
Per fare ciò, dovremmo fare quelle cose che ci rendono fieri di noi stessi, apprezzati dagli altri e speciali.

 

Accontentando il padre prima e ripiegando su lavori da lui disprezzati dopo, Luca non stava facendo nessuna di queste cose.
E così la sua autostima era in caduta libera.

 

Questo mi porta al tema di oggi: come si può avere un’autostima di ferro?
Ecco 4 consigli che derivano dalla mia personale esperienza.

 

 

1. Individua i tuoi veri punti di forza

Diverse ricerche, come quella di Shimon Saphire-Bernstein dell’Università della California (UCLA), dimostrano che alcuni geni contenuti nel nostro DNA influenzano l’autostima.

 

 

Cosa vuol dire, quindi?  Sicuri di sé si nasce?

Non proprio.

 

 

Sebbene avere una base di partenza aiuti, le esperienze che facciamo possono modificare il nostro DNA e renderlo migliore per l’ambiente in cui viviamo.
In pratica, è possibile – letteralmente – costruirsi l’autostima.

 

 

Per costruire la tua autostima, devi prima capire in cosa sei bravo.
Quali sono le cose che ti riescono meglio?

Chiediti in cosa sei così indispensabile per gli altri o cosa ti distingue da chi ti circonda.

Non deve essere per forza qualcosa di straordinario, va bene anche un’attività comune in cui eccelli.

 

Io, ad esempio, ho tanti difetti, ma sono bravo a scrivere.
Attenzione! Non sto dicendo che non commetto errori grammaticali (magari ne avrai trovato qualcuno in questo articolo), ma che so spiegare concetti difficili in termini semplici.
In questo modo posso divulgare idee geniali, ma complesse, a tutta la popolazione.
Ho fatto di ciò il mio punto di forza ed è il motivo per cui adesso sei qui a leggere quello che scrivo.

Ho reso un’abilità apparentemente inutile qualcosa di cui farmi vanto e sfruttare per pompare la mia autostima.
Individua anche tu la tua “abilità inutile” e rendila utile per te e per gli altri.

 

 

Facciamo un esempio.

Marta ha studiato canto per 8 anni e poi ha abbandonato questa pratica dopo essersi iscritta all’Università.
I suoi genitori le hanno imposto di dedicarsi totalmente allo studio perché non vogliono che si distragga con altro, sebbene siano stati loro a iscriverla alla scuola di canto quando era piccola.

Marta è triste per questa decisione, ma in fondo pensa le stesse cose.
Quindi, accetta di concludere la sua aspirante carriera da cantante.

 

E’ la scelta giusta?  No.
Tecnicamente, è come se avesse sprecato tempo.
Tutto quel tempo investito in prove ed esibizioni canore non hanno dato alcun nutrimento alla sua autostima.

 

Il discorso sarebbe diverso se Marta, seguendo gli studi accademici, nel frattempo continuasse a esercitarsi ed esibirsi nei vari locali.

 

Qualcuno potrebbe dire che non ha senso, in quanto il nuovo impegno con l’Università le richiederebbe troppo tempo, che andrebbe a toglierlo alla sua passione, ottenendo risultati mediocri sia nello studio che nel canto.
Forse Marta non diventerà mai una cantante famosa, ma non importa.
Marta non deve farlo solamente per i soldi e per la fama.
Marta deve continuare a cantare per nutrire la sua autostima.

   

 

 

LEGGI ANCHE: Resilienza: Come Costruire Il Nostro Kit Di Sopravvivenza

 

 

2. Dimostra le tue abilità.

Una volta che hai individuato ciò in cui sei più forte degli altri, non ti resta che trovare il modo di dimostrarlo al mondo intero.

 

Facciamo un esempio.

Molte persone hanno come sogno quello di pubblicare un libro.
Di solito, la strategia che utilizzano tutti è quella di “molestare” qualsiasi editore che capita a tiro con la speranza che qualcuno di loro decida di pubblicare il manoscritto.

Come potrai ben immaginare, gli editori sono inondati ogni giorno di richieste e suppliche.
Non è raro che le copie dei romanzi degli aspiranti scrittori vengano direttamente cestinate, prima ancora di arrivare sulla scrivania del direttore.

Questo genera molto sconforto negli artisti, al punto tale che iniziano a dubitare delle loro abilità e decidono di abbandonare il loro sogno.
Non credono più in loro stessi.

 

 

C’è un mio amico, invece, che ha utilizzato una strategia diversa.
Lui sapeva di essere bravo.  Non il migliore, ma bravo.
Invece di seguire la strategia che utilizzano tutti, ha deciso di dimostrare al pubblico le sue abilità.

Si è creato un blog e dei profili Social su cui ha iniziato a pubblicare parti delle sue opere, testi inediti e guide sulla scrittura creativa.
Volgarmente parlando, “si è fatto pubblicità”.

Ebbene, questa strategia lo ha ripagato.
Tanto è stato il seguito che si è costruito che non solo sono state le case editrici a contattarlo per pubblicare un libro insieme, ma è stato perfino conteso dai due editori più importanti d’Italia.

 

 

Consiglio:
Se sei bravo in qualcosa, fai in modo di renderlo visibile.
Se sai cucinare, apriti un account Instagram e pubblica le foto delle tue opere d’arte.
Se sai intagliare il legno, apri un canale YouTube in cui spieghi agli altri come fare.

L’importante è poter dire:
Quando si tratta di X [inserisci ambito che preferisci], io sono uno dei migliori.  Non ci credi?  Guarda qui e prendi nota.

Sarà un vero toccasana per la tua autostima.

 

 

LEGGI ANCHE: Diventare Una Persona Migliore Dipende Soltanto Da Te

 

 

3. Impara a gestire i complimenti.

In passato ho avuto un bel problema: non sapevo gestire i complimenti.

La timidezza e la poca autostima portano le persone a sentirsi a disagio quando qualcun altro si congratula spontaneamente con loro.
Solitamente, l’imbarazzo porta il timido a reagire con un cenno del capo o un sorriso appena visibile.

Questo è un problema, in quanto la gente potrebbe vederti come uno spocchioso… che è l’esatto opposto di ciò che sei.

 

 

Questo mi succedeva verso il terzo anno dell’Università.
Avevo uno dei blog più seguiti in Ateneo, in cui c’erano sia articoli di Psicologia, sia appunti e riassunti delle lezioni.
Era il precursore del sito Psicologia Applicata.

Mi capitava, allora, che dei ragazzi sconosciuti mi fermassero per strada per congratularsi con me.
Io non sapevo cosa dire e spesso abbozzavo un sorriso (più una smorfia che un sorriso).
Era il mio modo di ringraziare.

 

Ma cosa penseresti di una persona del genere?
Che se la tira.

 

A volte un semplice “Grazie“, per quanto sia forzato, è il modo migliore per gestire i complimenti che si ricevono.
Sforzati di pronunciarlo scandendo bene le parole e guardando dritto negli occhi chi hai di fronte.
La tua autostima migliorerà.

 

 

4. Cura il tuo portfolio di abilità.

L’autostima non si alimenta di speranze (“Un giorno sarò una persona di successo”) o di bugie (“Sono il migliore in assoluto”).

L’autostima si alimenta con delle esperienze vere che ci rendono più competenti e abili.

 

Metti per iscritto tutte le abilità che pensi di possedere e dai ad ognuno di loro un voto da 1 a 10.
Impegnati a migliorare quelle in cui sei carente, ma non accantonare quelle in cui eccelli.

 

Più diversifichi le tue abilità, più la tua autostima è protetta, in quando alza delle difese su più fronti.

 

L’articolo finisce qui.
Se ti è piaciuto, lascia un Mi Piace o un Commento per farmi sapere la tua opinione e Condividilo con i tuoi amici.
Segui Psicologia Applicata per leggere il prossimo articolo.
Alla prossima!

 

 

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Articolo consigliato: Diventare Una Persona Migliore Dipende Soltanto Da Te
Lettura consigliata: “I sei pilastri dell’autostima” di Nathaniel Branden.
Puoi leggere un estratto del libro a questo indirizzo.

I Sei Pilastri dell'autostima

 

   
Fondatore di Psicologia Applicata. Mi interesso di Psicologia, persuasione, tecnologia e di cucina giapponese che ha rovinato le mie finanze. Il mio obiettivo è diffondere conoscenza, arricchire le persone ed estrarre il meglio da loro. Il mio mantra è: "La conoscenza è potere."

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