Condividi
  • 1.3K
  •  
  •  
  •  
  •  
    1.3K
    Shares

   

Come affrontare un colloquio di lavoro?  Come distinguermi se ho un curriculum con poche esperienze?  Quali sono le domande più insidiose?
In questo articolo risponderò a queste domande con 9 consigli + 1 bonus.

   




   

 

 

Prepararsi A Un Colloquio

 

Immaginiamo che tu stia cercando un lavoro.

La strategia più utilizzata, ahimè, è quella di inviare curriculum in giro per l’Italia sperando che qualcuno non lo cestini e ci convochi per un ulteriore approfondimento.

Un giorno, incredibilmente, ti risponde una delle 1.000 persone che hai molestato con lo spam selvaggio del tuo CV.
Sei stato convocato per sostenere un colloquio, lo step successivo.

La domanda ti sorge spontanea: come affrontare un colloquio di lavoro?
Magari è il tuo primo colloquio di lavoro o sei solo agitato perché ci tieni particolarmente.

Vuoi davvero ottenere quel posto e di conseguenza ti eserciti per giorni a casa parlando al muro, come se di fronte avessi un ipotetico selezionatore.

Prima di presentarti in sede, però, leggi questi 9 consigli su come affrontare un colloquio di lavoro in maniera memorabile.

 

 

#1. Di Cosa Si Parla Durante Un Colloquio Di Lavoro?

 

I colloqui di lavoro sono caratterizzati tutti dalla stessa cosa: bisogna raccontare una storia.
Tanto più è avvincente la storia (e coerente con le esigenze dell’azienda), meglio è.

Sto parlando della storia della tua vita.

Una breve storia che sintetizzi in pochi minuti la tua formazione, le tue esperienze pregresse e le tue abilità che potresti mettere al servizio di chi ti sta di fronte.

Non devi inventare una balla.  Devi essere onesto.
Mentire è la cosa peggiore che tu possa fare durante un colloquio di lavoro, anche perché ormai bastano pochi click per svelare la verità.

 

Hai già una storia avvincente da raccontare?  Se la risposta è no, nel paragrafo successivo trovi un esempio su come crearne una.




 

Curriculum vitae

#2. Come Trasformare Un Curriculum Noioso In Avvincente

E se non ho niente di eccitante da raccontare?

Capita, soprattutto all’inizio, di non avere particolari esperienze lavorative o risultati da sbandierare.
In questi casi devi trasformare il noioso in avvincente.

Immaginiamo che Marco (nome di fantasia) stia andando a un colloquio per essere assunto come pizzaiolo in una rinomata pizzeria di Torino.
Ha come unica esperienza quella di aver fatto per un anno l’aiutante pizzaiolo nell’attività di suo zio Peppe nel Comune di Moncenisio, che è il paesino più sperduto d’Italia con soli 30 abitanti.

Non sto scherzando, è davvero il Comune più piccolo d’Italia.  Non ci potevo credere quando l’ho scoperto.
Ha 30 abitanti!  Praticamente è come se la mia famiglia e i miei parenti avessero in mano un intero Comune (che puoi ammirare nell’immagine qui sotto).

Comune di Moncenisio

 

Ma ritorniamo al nostro giovane aiutante pizzaiolo che deve capire come ottenere il lavoro, pur avendo poca esperienza.

Non ha un curriculum molto appetibile, vero?  Ci sono centinaia di candidati con un curriculum molto più forte del suo.

Marco, però, sa di essere bravo.  Certo, non è un esperto, ma si sente portato e vorrebbe solo una possibilità per far ricredere tutti.
“Il mio curriculum non mi fa giustizia”, penserà tra sé e sé.

 

Allora Marco si ricorda quella volta che partecipò alla fiera dell’anno, in cui la pizzeria dello zio provò a battere il record de “la pizza più grande del paese”.

Suo zio è l’unico cristiano che possiede una pizzeria in quel posto dimenticato da Dio, quindi è abbastanza inutile e auto-celebrativo come titolo.

Ma non importa, perché il selezionatore non ne è consapevole al momento.
E’ un qualcosa che contraddistingue Marco dalla massa.
E’ un’esperienza unica che ha avuto (per quanto banale essa sia) e che può raccontare per catturare l’attenzione.
Non sta mentendo, sta solo raccontando una storia realmente accaduta.

Ricapitoliamo:  Marco è al colloquio di lavoro e l’intervistatore gli chiede quali esperienze lavorative ha alle spalle.

 

Marco risponde che ha fatto l’aiutante pizzaiolo per qualche mese?  NO.

Marco esordisce dicendo che hai contribuito a creare la pizza più grande della storia di tutto il paese, sottolineando la sua voglia di superare i limiti e raccontando aneddoti curiosi riguardo l’evento.

 

A questo punto ha catturato l’attenzione di chi gli sta di fronte.

Sono sicuro che l’intervistatore gli darà quantomeno una chance che ad altri non ha dato.
Gli chiederà di fare una pizza davanti ai suoi occhi per valutare le sue competenze.
Adesso è tutto nelle mani di Marco (letteralmente).

Ricorda: il tuo obiettivo non è fregare la gente.
Il tuo obiettivo è quello di ottenere una quantità d’attenzione minima per dimostrare il tuo valore.

 

 

#3. Quando Ti Presenti, Utilizza Un Linguaggio Comprensibile A Tutti

 

L’errore che fanno quasi tutti è quello di dare per scontato che la persona che hanno di fronte abbia le loro stesse conoscenze.
Questo errore lo commettono anche quando sono a un colloquio di lavoro.

Paradossalmente, potresti pensare che sbandierare la tua conoscenza utilizzando termini tecnici e forbiti ti faccia apparire brillante agli occhi del selezionatore, soprattutto se lui non li conosce.
Sbagliato.  Ti rende solo più antipatico.

Le persone odiano sentirsi stupide, e sentire qualcuno che parla con fierezza di qualcosa che non conoscono le fa sentire stupide.

Non dovrebbe accadere con dei selezionatori professionisti, ma può sempre capitare che qualcuno ti prenda in antipatia per le parole che usi.
Questo te lo dico perché in ItaliaMeglio non rischiare.

Metti da parte l’orgoglio e parla con un linguaggio comune.
Solo se vedi che il tuo interlocutore utilizza dei termini tecnici puoi usarli anche tu.

 

 

empatia colloquio di lavoro

#4. Utilizza Le Parole Per Creare Empatia, Non Antipatia

 

Utilizzare un linguaggio semplice e pulito non serve solo a non inimicarsi il selezionatore, ma anche per creare empatia.

Quando siamo stressati tendiamo a difenderci prendendo le distanze dall’altro.

Utilizzare un linguaggio difficile da capire e pieno di tecnicismi è un modo che inconsciamente usiamo per prendere le distanze da qualcuno.

 

Riflettici: quanta empatia ti genera un avvocato o un medico che parla del tuo problema in un linguaggio accademico a te incomprensibile?  Zero.

Perché vorresti fare la stessa cosa con la persona che ti sta intervistando per darti un lavoro?
Tu devi entrare in empatia con lui/lei, per avere più chance di convincerlo che tu sei la scelta giusta.

Anche qui, evita termini troppo tecnici, astratti o comunque di difficile comprensione a meno che non li abbia usati anche il tuo interlocutore.

Descrivi le tue competenze in modo semplice utilizzando esempi concreti di come le applichi quotidianamente.




 

 

#5. Preparati In Anticipo La Risposta Alla Domanda Sui Punti Deboli E Difetti

 

Dai, questo è un classico.  Anche chi non ha ancora fatto alcun colloquio di lavoro conosce questa domanda.
E’ un cliché diffuso da numerosi film che vedono i protagonisti sostituire un’intervista (oppure sono stati i numerosi film a far andare di moda questa domanda?).

Un modo stupido per fare scena muta durante un colloquio di lavoro è proprio quello di non prepararsi una risposta pronta alla domanda:

 

« Qual è un tuo miglior pregio e qual è il tuo peggior difetto? »

   

 

Ti sorprenderai (a tue spese) di quanto sia difficile descrivere i propri pregi, difetti, punti di forza e debolezze nel momento in cui ti viene chiesto.

 

I più ingegnosi provano una strategia per cui trasformare un difetto in un pregio:

 

« Il mio peggior difetto è che sono disposto a lavorare fino a mezzanotte per raggiungere un obiettivo! »

 

Bel tentativo, ma chi fa il selezionatore di professione non è così ingenuo e sa bene che si tratta di una frase di circostanza.

 

Il mio consiglio è quello di prepararsi una risposta sincera, anche al costo di ammettere una propria mancanza, a patto che si sottolinei la voglia di migliorare.
Una soluzione è quella di fare esempi reali come in questo caso:

 

« Il mio peggior difetto è che qualche volta vado sotto pressione a causa delle scadenze imminenti, ma ho imparato a gestire questo tipo di situazioni.  »

Hai notato la differenza?  In questo caso hai ammesso un tuo difetto (rispondendo alla domanda iniziale), ma hai sfruttato questa occasione per venderti un pregio (“so gestire questo tipo di situazioni”).

Boom!

 

 

LEGGI ANCHE: “Come Smettere Di Procrastinare Ed Essere Più Produttivi

 

 

#6. Come Affrontare Le Domande Inaspettate Del Colloquio Di Lavoro

 

Hai fatto un colloquio spettacolare.
Avevi i titoli, le competenze richieste e la personalità giusta per quel lavoro.
In poche parole: hai spaccato, il posto sarà sicuramente tuo.

A un certo punto, l’intervistatrice ti chiede:

 

« E’ il tuo giorno migliore in assoluto al lavoro.  Quel tipo di giorno che torni a casa e pensi che hai il miglior lavoro del mondo.  Cosa hai fatto durante questa giornata? »

 

Ma che diavolo di domanda è?“, penserai tra te e te.

E’ la classica Domanda Inaspettata del colloquio di lavoro, quella che ti frega all’ultimo minuto quando già pregusti il contratto firmato e le paste che comprerai la sera per festeggiare.

Se pensi che solo un folle possa chiederti una cosa del genere, sappi che la domanda che ho riportato è quella che ama fare Miranda Kalinowski, colei che decide chi merita di essere assunto o meno da Facebook.

 

Ogni azienda ha la sua “risposta preferita alla propria domanda stramba”.

Alla Microsoft, ad esempio, è stato chiesto:

 

« Se potessi scegliere tra due superpoteri – essere invisibile o poter volare – quale sceglieresti? »

 

A quanto pare, queste domandi particolari servirebbero per capire a grandi linee la personalità del soggetto, anche se io sono molto scettico riguardo la loro efficacia predittiva.

 

C’è poco da fare in questi casi.  Ti consiglio di cercare su Google o Facebook dipendenti/ex-dipendenti a cui chiedere quali sono le “domande magiche” e le relative risposte dell’azienda che ti interessa.




 

 

#7. Come Sembrare Un Candidato Appassionato A Ciò Che Fa L’Azienda

 

Se dovessi assumere qualcuno, vorrei che fosse innamorato del mio progetto o che si fosse almeno degnato di informarsi su ciò che fa la mia impresa.

I datori di lavoro sono molto orgogliosi e tutti considerano la loro “creatura” unica.
Di conseguenza, si irritano quando scoprono che qualcuno si è presentato al loro colloquio di lavoro senza informarsi sulla loro attività.

Se scoperto, il candidato viene etichettato come “quello che manda curriculum a caso, sperando che qualcuno lo assuma”.  Insomma, si sentono quasi traditi.
Non è il massimo presentarsi così.

E’ per questo che i selezionatori fanno domande sull’azienda.

Ad esempio, potrebbero chiedere al candidato in quale via si trova la sede centrale (riportata sul sito web aziendale) oppure potrebbe chiedere perché abbiano inviato il curriculum proprio a loro e non alla concorrenza.

Il mio consiglio è quello di fare sempre una ricerca sull’azienda e il titolare su Google.
Con LinkedIn è ancora più facile trovare i dipendenti e i dirigenti e “curiosare” sulle loro attività.

 

 

essere seri ma non seriosi

#8. Sii Serio, Ma Non Serioso!

 

Chi segue Psicologia Applicata da tempo lo sa: si può essere seri senza essere seriosi.

Parlare di una scienza è veramente pesante.
Ci vuole una certa abilità per rendere digeribile qualcosa che ha a che fare con ricerche, dati ed esperimenti.

Bisogna intrattenere.  Bisogna essere seri (cioé corretti e competenti), ma non seriori (dalle mie parti si dice “pallosi”).

In questo preciso momento, hai letto 1775 parole e te ne mancano altre 445 per finire l’articolo.

 

Se sono riuscito a tenerti incollato fino a questo ottavo paragrafo è solamente grazie alla leggerezza che ho utilizzato per spiegarti questi concetti.
In caso contrario, avresti sbadigliato e chiuso la pagina web.
E la colpa sarebbe stata solo mia.

 

Ecco, e se questo lungo testo fosse stato il tuo curriculum o la tua presentazione?

Sarebbe stata scartato dall’intervistatore annoiato.

 

Apparire professionali durante un colloquio di lavoro è fondamentale.
Utilizzare un linguaggio privo di errori grammaticali, vestirsi in modo appropriato e tanti altri accorgimenti fanno la differenza.

Questo, però, non vuol dire che devi mascherare la tua personalità e il tuo entusiasmo.
Io sono entusiasta di scrivere questo articolo, lo hai percepito?

Questo mio entusiasmo ti ha tenuto incollato al testo.
Anche tu devi mostrati entusiasta quando racconti le tue esperienze, le tue passioni e la tua storia.

Sii serio, ma mai serioso.

 

 

#9. Attento Alla Tua Comunicazione Non Verbale: Potrebbe Tradirti

 

Infine, ecco l’ultimo paragrafo, quello sulla comunicazione non verbale.

Sapevi che le persone possono dedurre se chi gli sta di fronte prova ansia?
Certo che lo sai, a volte lo avrai fatto anche tu.

Bene.  Chi lavora nel campo delle Risorse Umane è particolarmente abile nel riconoscere questi segnali.

Gambe agitate, giocherellare con la penna, impossibilità di mantenere un contatto visivo diretto: sono tutti segnali che il tuo corpo emana e tradiscono la tua sicurezza.

Per ridurre questo tipo di comportamenti ti consiglio di esercitarti allo specchio.
Se non puoi farlo, prendi una telecamera e posizionala sul tavolo con l’obiettivo rivolto verso di te.

Fai il tuo discorso e poi guarda la registrazione.  Individua i tic e i movimenti indesiderati e impegnati per ridurli al prossimo tentativo.

 

 

LEGGI ANCHE: “Dimmi Come Mi Stringi La Mano E Ti Dirò Chi Sei

 

 

#Bonus – Come Esprimersi Meglio

 

Sei arrivato fin qui, ti meriti un premio: ecco un consiglio bonus.

Non solo è importante ciò che il tuo corpo dice di te silenziosamente, ma anche quel che dici con la tua lingua (e ci mancherebbe!).

Quando rispondi alle domande dell’intervistatore, metti in risalto le parole chiave.

Come fare?
Ad esempio, fai una breve pausa prima di introdurre qualcosa di importante di te (come un risultato che hai raggiunto o un prestigioso titolo che hai conseguito).

Non solo.
Presta attenzione al ritmo della tua voce: non deve essere né troppo lenta, né troppo veloce.

 

 

Conclusioni

Come affrontare un colloquio di lavoro?  Spero che adesso saprai rispondere a questa domanda grazie a questi consigli utili.
Se pensi che possano servire a qualche tuo amico o parente, condividi pure questo articolo: gli farai un gran favore.

Qui da Carlo Balestriere è tutto, ci vediamo al prossimo articolo su Psicologia Applicata.

 

__
Articolo consigliato: “Come Dare Una Stretta Di Mano Che Lascia Una Buona Impressione
Lettura consigliata: “La mente superumana: come liberare il genio che è in te” scritto dai neuroscienziati Berit Brogaard e Kristian Marlow.

Puoi leggere un estratto del libro a questo indirizzo.

La mente superumana di Berit Brogaard e Kristian Marlow

 

Fondatore di Psicologia Applicata. Mi interesso di Psicologia, persuasione, tecnologia e di cucina giapponese che ha rovinato le mie finanze. Il mio obiettivo è diffondere conoscenza, arricchire le persone ed estrarre il meglio da loro. Il mio mantra è: "La conoscenza è potere."

Condividi
  • 1.3K
  •  
  •  
  •  
  •  
    1.3K
    Shares

commenti