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Dai un ultimo sguardo al 2017: qual è il tuo giudizio finale?

Probabilmente adesso starai facendo mente locale di tutti i risultati raggiunti e forse starai pensando a cose del tipo:

“Ho perso 10 kili”
“Ho 2.000 euro in più sul conto in banca”
“Ho trovato un partner”

   

Se dovessi fare anche io un ragionamento del genere, probabilmente mi darei un voto finale pari a 6, ovvero la sufficienza.
Forse tu avrai fatto di meglio.

 

Ma anche se non dovesse essere così, stai tranquillo.
Questa valutazione non significa nulla, perché i criteri utilizzati sono sbagliati.

Di seguito ti propongo un modo migliore per valutare il 2018 e quindi i progressi che stai facendo con la tua vita.

 

 

La relatività del successo

Qualche anno fa è stato chiesto a Leonard Hayflick, professore di microbiologia all’Università della California, cosa fosse cambiato da quando aveva iniziato la sua carriera, ormai 55 anni fa.
Hayflick ha così risposto:

 

«Uno scienziato “serio” raramente dovrebbe pensare al profitto che potrebbe trarre dal suo lavoro.
Da quando ho iniziato, però, la tendenza si è invertita.
Oggi, se sei uno scienziato e non vai incontro a un qualche interesse commerciale, sei considerato un fallimento.»

 

Perfino gli accademici ormai devono piegarsi agli interessi economici, piuttosto che lavorare in nome della nobile cultura.
All’inizio, però, non era così e magari c’è stato un tempo in cui uno scienziato era considerato “di successo”, mentre adesso, con le regole del gioco mutate, potrebbe essere etichettato diversamente.

 

 

Il “fallimento” e il “successo” sono dettati dalla cultura, non sono universali

Qual è il nocciolo del discorso di Hayflick?

Il punto è che concetti come “fallimento” o “successo” sono relativi.
Essi dipendono (in maniera del tutto ridicola) dalla cultura di riferimento e da che cosa quest’ultima ritiene giusto da premiare.

 

Ad esempio, in Giappone una persona ha successo (cioè è socialmente stimata dagli altri) se è in grado di lavorare in team e sacrificarsi per l’interesse collettivo.
Non è raro vedere i dipendenti nipponici fare a gara tra loro su chi si dimostra più devoto al sacrificio per il bene comune.
E’ tipico della loro cultura attardarsi sul luogo di lavoro e lavorare oltre l’orario stipendiato.

Nei paesi Occidentali come gli USA o l’Italia, al contrario, questo è inconcepibile.

Una persona è ritenuta “di successo” se è in grado di emergere dalla massa, fare solo ed esclusivamente il proprio interesse e magari sbandierarlo pure in televisione.

 

Ci hanno insegnato che se dai nostri sforzi non si ricava un centesimo oppure se ciò che facciamo non ci rende famosi, il nostro lavoro è sostanzialmente un fallimento.

E’ giusto?  Ovviamente no, e tu non devi farti appiattire da ciò che la cultura ti impone.
Probabilmente sei solo immerso nella cultura sbagliata.

 

 

LEGGI ANCHE: Come Attirare La Fortuna In Modo Scientifico

 

 

La nuova unità di misura del successo riguarda le relazioni

Ramit Sethi è un imprenditore e autore del best-seller “I Will Teach You To Be Rich“.

Recentemente ha rivelato uno dei rituali che compie ogni anno per misurare, valutare e programmare il nuovo anno.

 

Per anni l’unica cosa che Sethi faceva ogni 31 Dicembre era rispondere alle seguenti domande:

 

Quest’anno si è rivelato ciò che speravo? Sono arrivato dove volevo arrivare?

 

Dopo un po’ si è reso conto che questo non era il metodo migliore per misurare i suoi progressi.

 

Quindi Sethi ha cambiato approccio e ha iniziato a utilizzare una sola unità di misura.

Questa nuova unità di misura non riguarda né i soldi, né il prestigio e nemmeno i beni posseduti.  Riguarda le persone nella sua vita.

La domanda si è quindi trasformata in:

 

Chi sto frequentando e di che qualità sono queste relazioni?

 

Sethi tiene una lista di tutte le persone che ha incontrato durante l’anno.
Un giorno dell’anno da lui stabilito la prende e ci dà un’occhiata.
Ciò che si chiede mentre scorre i nomi è:

 

Sono al livello a cui vorrei essere con ognuno di loro?

 

Fatto questo, decide quale amicizie devono essere approfondite e portate a un livello superiore, mentre quali altre devono essere accantonate.

   

Chiediti se stai facendo il meglio per le persone che per te contano di più.
Se così non dovesse essere, chiediti come poter rimediare.

 

 

Nel 2018 sii il manager delle tue relazioni

Sebbene sia una visione molto manageriale delle proprie amicizie e farà indignare alcuni, il discorso di Sethi ha senso.

E’ inutile continuare a investire del tempo nelle relazioni con i tuoi colleghi, se questi si dimostrano insofferenti o invidiosi nei tuoi confronti.
Piuttosto, investi tutte le risorse per migliorare le relazioni con i superiori, in vista di una possibile promozione o trasferimento (se questo è ciò che vuoi).

 

Le persone sono la risorsa più importante e le relazioni sono il mezzo con cui potrai scalare e raggiungere i tuoi obiettivi.
Il denaro, il prestigio e la soddisfazione che ogni anno ti auguri verranno dopo di conseguenza.

 

 

Come utilizzare il Metodo della Lista delle Relazioni

Il mio consiglio è quindi quello di utilizzare il Metodo della Lista delle Relazioni.

  1. Prendi carta e penna e inserisci almeno 15 persone con cui sei attualmente in relazione.
    L’ideale è inserire tutte le persone che conosci e che hai conosciuto durante l’ultimo anno.
  2. Individua chi tra queste persone dà valore alla tua vita e chi invece no.  Per comodità, ai primi accosta un segno “+” e ai secondi un segno “-“.
  3. In base al tuo obiettivo (successo professionale, felicità in generale o ricerca di un partner), concentra nei successivi 365 giorni tutte le tue energie solo sulle tue attuali relazioni dal segno positivo.
  4. Ogni anno (ma sarebbe meglio farlo ogni 6 mesi), riprendi la lista, aggiungi nuovi nomi ed eventualmente cambia dei segni sulla base degli eventi accaduti.  Riprogramma la tua strategia.

 

 

Ecco un esempio per concludere

Mettiamo che io sia un chitarrista e che suoni in una band.
Il mio sogno è quello di diventare famoso… o almeno campare con la musica.  E’ quel che mi riprometto di fare ogni anno.

Per anni non ho fatto altro che farmi il giro dei locali, pagato 20 euro a serata, andando a “propormi” ai titolari di pub.  Una miseria, detto tra noi.
E’ ormai un’eternità che faccio sempre lo stesso giro e sembra che le cose siano destinate a non cambieranno mai.

Questo vuol dire che tutta la mia attuale rete di amicizie tra i ristoratori mi è sostanzialmente inutile (segno negativo a tutti loro, soprattutto a quelli che mi sfruttano palesemente).

Conosco, però, un videomaker che lavora con gente importante nel mio settore (segno positivo).
In realtà non lo conosco di persona.
Ci siamo incontrati ad una festa dove mi ha raccontato dell’ultimo video che ha creato per un certo cantante con cui mi piacerebbe entrare in contatto (una delle 5 persone della mia lista).

La strategia migliore sarebbe quella di iniziare a lavorare con lui per riuscire ad entrare nel suo giro, anche se ciò vorrebbe dire farlo momentaneamente a gratis e trovando il tempo togliendolo alle prime “peggiori relazioni” che attualmente ho a disposizione.

 

 

Evita un nuovo anno a te sgradito: l’eterno ritorno dell’uguale

Spesso non ci rendiamo conto del nostro “portfolio” di relazioni, per questo è utile metterle su carta.
Il tuo tempo è limitato, così come le tue risorse mentali.
E’ necessario indirizzarle solo verso le persone e le opportunità che possono darti soddisfazione e appagamento.

Ciò che devi assolutamente evitare che accada è il presentarsi di un nuovo anno a te sgradito, caratterizzato dalle stesse persone e dalle stesse opportunità.
Perché, come diceva un celebre psicologo:

 

“Una situazione è destinata a peggiorare quando, in presenza di una crisi, si persevera negli stessi comportamenti”
– Paul Watzlawick

 

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Articolo consigliato: Come Attirare La Fortuna In Modo Scientifico
Lettura consigliata: “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie.

Puoi leggere un estratto del libro a questo indirizzo.

Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie
   
Fondatore di Psicologia Applicata. Mi interesso di Psicologia, persuasione, tecnologia e di cucina giapponese che ha rovinato le mie finanze. Il mio obiettivo è diffondere conoscenza, arricchire le persone ed estrarre il meglio da loro. Il mio mantra è: "La conoscenza è potere."

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